I pensionati come devono investire oggi sui mercati?

I pensionati come devono investire oggi sui mercati?

E’ il gran giorno. E’ il primo giorno di una nuova vita. Da oggi, finalmente, siete in pensione. La vostra vita lavorativa è terminata, e ne inizia una nuova. Finalmente potrete fare tutto quello che avete rimandato poiché dovevate lavorare. Potrete dedicarvi a quell’hobby che avete rimandato per tanti anni. Oppure potrete fare senza problemi quel viaggio che avevate sempre rimandato. Potrete leggere tutti quei libri che avete accumulato negli anni… Poi arriva la prima pensione, e vi accorgete che qualcosa non va. Prendete meno di quanto prendevate quando lavorate. In media, prendete il 29% in meno, che non è esattamente poco. Ma, per fortuna, avevate fatto quella pensione integrativa una trentina d’anni fa e, oggi, unendo la pensione normale e questa, mantenete facilmente il vostro standard di vita. Come dite? Non l’avevate fatta? Beh… è un problema.

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Senza pensione integrativa, l’unica maniera per rimpinguare quanto vi arrivi di pensione è investire.

E investire porta con sé sempre un elemento di rischio, connaturato nel concetto stesso di investimento. Ma siccome esistono strumenti per tutte le tasche, ed esiste la competenza dei consulenti di investimento a consigliarvi, non perdetevi d’animo. Si può investire anche quando si va in pensione, e in sicurezza. Dopotutto, da medie statistiche, avrete di fronte almeno un’altra quindicina d’anni di vita. Un tempo lungo, ed adatto ad un investimento. Eh già, perché investire sui mercati, in media, rende un 6,1% all’anno (in azioni, lo strumento più remunerativo, ma più rischioso), se si ha la costanza di rimanere investiti. Quindi, i pensionati come devono investire oggi sui mercati? Vediamolo.

I pensionati come devono investire oggi sui mercati?

Partiamo da un presupposto. Le medie storiche ci dicono che l’investitore fai da te, quello improvvisato, quello che investe in base a quello che dicono gli amici o secondo quanto legge sui giornali od ascolta in TV, ottiene una ben misera performance. L’1,9% all’anno, per la precisione. Peccato che l’inflazione storica sia al 2,2% annuo, però, il che significa che ogni anno, se fate da soli, perderete almeno lo 0,3%. Bisogna quindi andare oltre. Investire direttamente in case rende il 3,4% l’anno, per cui vi rimarrebbe in tasca un 1,2%. Pensatela così: se investite 100.000 € in una casa, l’anno dopo vi portate a casa, al netto, 1.200 €. A voi decidere se vi va bene o meno.

Continuiamo ed arriviamo sui mercati.

Investire a livello globale escludendo il Nord America (USA e Canada) rende storicamente il 3,8%. Fare la stessa cosa nel petrolio il 4,2%. Ed arriviamo al prodotto più amato dagli italiani, i titoli obbligazionari. Qui saliamo ad un 5%, ovviamente se ben diversificato sia come durata che come allocazione geografica. Noi ci permettiamo di salire ancora di un gradino, e di farvi valutare la bontà di due semplici portafogli. Il primo è costituito da 40% azioni e 60% obbligazioni. Il secondo all’opposto, cioè 60% azioni e 40% obbligazioni. Il primo annualmente rende il 5,4%, il secondo il 5,6%. Il primo è meno rischioso del secondo. Mensilmente, si tratterebbe di cifre che potrebbero rimpinguare una pensione.

I pensionati come devono investire oggi sui mercati, quindi? Con prudenza, senza strafare, basandosi su portafogli semplici, ma differenziati, che non facciano correre troppi rischi, ma che diano anche performance decorose. E, soprattutto, non devono farlo da soli, ma accompagnati in questo percorso da dei professionisti dell’investimento. Come farebbero in qualunque altro caso, per esempio dovendosi rivolgere ad un avvocato per questioni legali o ad un medico per questioni di salute.

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