I motivi per cui i soldi sul conto corrente in banca diminuiscono

Il Comitato di Redazione vi illustrerà in una manciata di minuti i motivi per cui i soldi sul conto corrente in banca diminuiscono. Ai correntisti più attenti di sicuro non sarà sfuggito questo fenomeno che porta più o meno lentamente alla riduzione del patrimonio. Si tratta di una costante erosione che salta agli occhi soprattutto al titolare di conto che non effettua molti prelievi e movimenti bancari. Laddove invece l’alternanza di versamenti e prelievi è più frequente il correntista potrebbe non accorgersi del fatto che i soldi diminuiscono.

Ai Lettori più attenti consigliamo la lettura dell’articolo “I soldi non sono più tuoi se lasciati sul conto corrente in Banca o Posta”. Occorre prestare attenzione ad una serie di normative bancarie che la maggior parte dei contribuenti purtroppo ignora. Si tenga tuttavia conto che la nostra giurisprudenza non ammette ignoranza e che non si potrà certo accampare alcuna giustificazione. Gli istituti bancari, dal canto loro, devono necessariamente fornire informazioni chiare e complete. Ciò perché, come statuisce il Testo Unico Bancario, vige l’obbligo della “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari”. Adesso analizzeremo i motivi per cui i soldi sul conto corrente in banca diminuiscono in modo che possiate difendervi e intraprendere strade alternative.

I motivi per cui i soldi sul conto corrente in banca diminuiscono

Ai titolari di conto corrente conviene sapere che sono essenzialmente due le ragioni che determinano la diminuzione del capitale in banca. Le somme di denaro che il risparmiatore lascia in giacenza sul conto subiscono due diversi tipi di aggressione. La prima è riconducibile alle spese di gestione del conto che cambiano a seconda del contratto bancario che il titolare sottoscrive. A prescindere dalle offerte e dalle condizioni vantaggiose che gli istituti di credito  riescono a garantire vi sono tuttavia dei costi fissi. Al di là delle voci di spesa variabile, vi sono difatti le spese fisse quali ad esempio l’imposta di bollo.

Se il risparmiatore lascia in giacenza somme di denaro superiori a 5000 euro deve difatti pagare con cadenza annuale una tassa pari a 34,20 euro. Il secondo motivo che causa la riduzione dei soldi sul conto è legato al fenomeno dell’inflazione. Con il passare del tempo purtroppo diminuisce il potere di acquisto di beni e servizi che i contribuenti consumano quotidianamente. Secondo i dati Istat l’inflazione cresce in media dell’1% all’anno per cui ogni anno il costo della vita aumenta dell’1% . Ne consegue che anche il valore del denaro che si lascia in deposito in banca diminuisce.

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