I modi astuti per superare indenni le insidie di un colloquio di lavoro

Tutti nella vita hanno affrontato uno o più colloqui di lavoro. Soprattutto al giorno d’oggi è molto difficile riuscire ad ottenere una occupazione al primo tentativo. Spesso, prima di essere assunti anche solamente per un semplice stage, è necessario essere sottoposti al vaglio attento di decine e decine di selezionatori.

Durante questi colloqui le domande che vengono poste sono le più varie, dalla carriera universitaria a quella lavorativa. Fino ad arrivare a delle domande che per il candidato hanno poco senso ma aiutano al selezionatore a capire molte cose.

Spesso, le domande durante il colloquio, sono poste in modo da mettere in difficoltà e confondere il candidato. Esistono, però, dei modi astuti per superare indenni le insidie di un colloquio di lavoro.

Queste domande trabocchetto svolgono un ruolo fondamentale per aiutare il selezionatore a carpire più informazioni possibili sul soggetto che ha davanti.

Infatti, l’obiettivo finale, non è tanto quello di mettere a proprio agio in candidato. Al contrario è cercare di capire se si tratta della persona adatta a lavorare in quella determinata posizione e, soprattutto, in quell’azienda.

In questo articolo verranno analizzate tre tra le tante domande trabocchetto che potrebbero essere rivolte durante un colloquio di lavoro. Imparare ad aggirarle correttamente è il primo passo verso la vittoria. I modi astuti per superare indenni le insidie di un colloquio di lavoro.

Punti di forza e punti di debolezza

Questa è una delle domande più frequenti durante un colloquio di lavoro. Può, infatti, accadere che durante un colloquio venga chiesto al candidato di fare un elenco dei propri punti di forza e di debolezza. La domanda è posta perché il selezionatore è alla ricerca di segnali per capire se il candidato è adatto a lavorare con la squadra già presente in azienda. Inoltre, è una domanda fondamentale per capire come il candidato si percepisce, come si vede e come si valuta.

Esporre le debolezze può essere un’arma a doppio taglio, soprattutto se non si sa spiegare come porre rimedio. È meglio prepararsi a questa domanda in anticipo. Importante cercare di enfatizzare un pregio adatto al posto per cui ci si è candidati cercando, però, di minimizzare i punti deboli.

Ovviamente sarebbe meglio non mentire né affermare di non avere difetti. Ottimo sarebbe partire parlando dei difetti per, poi, concludere alla grande con i pregi.

Perché vuole lavorare in questa azienda?

Questa domanda viene posta per capire cosa spinge il candidato a presentarsi per quella determinata posizione. Dalla risposta data il selezionatore capirà quanta ricerca è stata effettuata sull’azienda.

Ci sono diversi motivi per lavorare in una determinata azienda, per rispondere correttamente bisognerebbe cercare di dosare il vago e l’interesse personale.

Risposte come “per soldi” o “perchè penso di essere adatto al posto x” non spingeranno il selezionatore a scegliere il candidato.

Bisognerà dimostrare, invece, di conoscere bene l’azienda mettendo in evidenza capacità, punti di forza ed esperienza.

Cosa faresti se vincessi moltissimi soldi alla lotteria?

Con questa domanda trabocchetto l’intervistatore vuole sapere se la persona che ha davanti è sincera e, soprattutto, in possesso di etica del lavoro.

Quindi, etica e motivazione al lavoro del soggetto sono alla base di questa domanda. Senza perdere la calma sarebbe bene rispondere che si faranno degli investimenti e che si continuerà a lavorare nonostante l’improvvisa ricchezza.

Le domande inaspettate spesso non hanno nulla a che fare con il lavoro, mai perdere la calma e raccogliere i pensieri prima di rispondere. Ecco alcuni modi astuti per superare indenni le insidie di un colloquio di lavoro.

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