I mercati USA sono veramente sopravvalutati?

I mercati USA sono veramente sopravvalutati?

Molti dopo 10 anni di rialzi di Wall Street continuano a lamentare rapporti poco coerenti con i bilanci delle società quotate, oggi andremo a studiare se i mercati Usa sono sopravvalutati.

Durante il 2018 sono stati eseguiti una serie di studi mirati per analizzare la valutazione complessiva del mercato azionario USA.

I dati presi in considerazione sono stati i seguenti:

Price/Dividend; P/Book; Earning/Gold;

Bilancio complessivo FED;

Massa monetaria M/3;

P/earnings secolare:

DowJones/Gold.

In tutti i casi è emersa graficamente una doppia conclusione:

forte sopravvalutazione dell’azionario USA;

forte distanza dalle valutazioni azionario USA 2018 vs. 2000!!

Tutto ciò venne ri-parametrato qualitativamente, alla luce dell’ecosistema finanziario globale QE+tassi zero.

La conclusione fu che ci si trovava dinnanzi ad una possibile furia rialzista dei mercati azionari USA.

I mercati USA sono veramente sopravvalutati?

Attualmente cosa è possibile affermare sulla comparazione interna dei vari GEO-segmenti azionari globali?

Si analizzerà un P/E alternativo: quello basato sul prezzo corrente delle azioni vs. gli earnings medi degli ultimi 10 anni.

In tal modo si smussano ed amalgamano notevolmente le serie storiche.

Oltre all’azionario USA, nella slide si considerati i P/E10y di mercati emergenti e del resto dei paesi sviluppati (USA esclusi).

Dati

Il mercato azionario USA proviene da uno dei più bassi P/E10y dal 1986.

Questo indica che il 2009 non è stata solo una catastrofe è forse una delle più grandi occasioni di acquisto strutturali del II dopoguerra.

Le attuali valutazioni USA sono molto più elevate degli altri due segmenti.

Gli altri due segmenti si trovano su livelli basali di valutazione in accordo alla slide.

Ciò vuol dire che hanno un possibile potenziale immenso di apprezzamento vs. USA.

Ma l’attuale ecosistema economico-finanziario (QE+Zero Yields+Inflazione KO) premia solo allocazioni USA.

Gli USA sono ancora ben lontani dai valori “orbitali” di inizio secolo, mentre sono in linea con le valutazioni 2007-2008!

Il SellOFF locale del 2018 nel P/E10y USA è del tutto analogo a quello storicamente verificatosi nel 1987 e nel 1998. In ambedue i casi, connotarono delle veloci-velocissime BUY-opportunity con permanenza in-trend dell’azionario USA.

Dal punto di vista grafico poi l’evento 2018 USA pare proprio essere in linea con la struttura di lungo termine:

— rientro (da completare) nel canale ascendente ultimi 40 anni;

— avanzato tentativo di superamento grafico del canale discendente dai massimi del 2000.

I mercati USA sono veramente sopravvalutati? Come usare tali dati?

Su fronte breve termine tali dati hanno una utilità nulla.

Sul fronte strutturale invece possono suggerire alcuni elementi strategico-tattico relativamente importanti.

Non si considereranno eventi a probabilità remotissima (black-swans sistemici; shock esogeni e/o climatici globali; ecc.).

In caso di permanenza dell’attuale ecosistema economico-finanziario (QE+Zero Yields+Inflazione KO) gli USA potrebbero procedere verticalmente verso valutazioni imponenti (vedasi l’intorno dell’anno 2000).

In caso di incendio inflattivo più o meno consistente, allora vi potrebbe essere una parabola ascendente rilevante nel P/E10y dei paesi emergenti. Ciò naturalmente coinvolgerà importanti fenomeni GEO-ri-allocativi sull’azionario globale!

Grafici e Metodi

➣La fonte del grafico è Reuters.

➣Si usano le semplici tecniche qualitative di analisi grafica riassunte nell’articolo didattico Graphical Contest.

 

 

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