I mercati stanno per prendere il volo?  

Le ultime dalle banche centrali e, soprattutto, le prospettive che con ogni probabilità verranno confermate dalla Fed, fanno pensare che i mercati potrebbero essere all’inizio di un rally che potrebbe arrivare anche oltre la fine dell’anno.

La Banca centrale Usa e la Bce

La Federal Reserve si riunirà mercoledì e per la stragrande maggioranza degli esperti, viene dato per scontato un taglio sui tassi di 25 punti base. Un decisione che porterebbe quindi il costo del denaro ad oscillare tra 1,75-2,00%. Ancora troppo poco, presumibilmente, per il Presidente Usa Donald Trump che da mesi chiede iniziative più aggressive arrivando addirittura a parlare di un ritorno dei tassi a 0 con tagli drastici da prendere in una sola volta. Non sono, ma sempre lo stesso Trump continua a portare avanti le sue minacce di sostituire il governatore della Fed Jerome Powell (peraltro da lui stesso nominato a capo della banca centrale Usa).

Il ritorno del QE

Nelle ultime ore, però, è nata anche un’altra grana per Powell: il rally del petrolio arrivato dopo gli attacchi agli impianti sauditi. Il che potrebbe rendere più pesante e difficile la già anemica ripresa mondiale. Da Ubs si parla già di un altro taglio da parte della Fed entro quest’anno e di 1-2 per il prossimo. Tutto questo dovrebbe affiancarsi a quanto già deciso dalla Bce con il ritorno, de facto, del QE. Draghi, prima di lasciare il posto al suo successore la francese Christine Lagarde, ha deciso di fare un ultimo regalo ai mercati (sebbene dopo un iniziale fervore questi lo abbiano snobbato) con un nuovo Qe. Nello specifico acquisti mensili da 20 miliardi di euro, taglio sul tasso dei depositi a -0,5% (prima era a -0,4%) e il ritorno delle aste di rifinanziamento Tltro.

Le previsioni sui mercati

Insomma, tutto sembra prepararsi per un possibile ritorno dei piano di stimolo che hanno caratterizzato l’ultimo decennio. Decennio che, a sua volta, ha dato vita al più lungo mercato toro della storia. Una conferma della necessità di provvedimenti di sostegno potrebbe venire prima di tutto dai grafici. Infatti, come spesso specificato, il pattern di ottobre-dicembre 2018, come anche quello di agosto, ricordano quelli che portarono alla forte bolla speculativa del 2000. Ma volendo andare oltre, si potrebbe guardare anche solo ai dati economici di luglio che a livello mondiale hanno delineato una curva discendente della crescita.

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