I mercati potrebbero ancora volare …basta che….

A cura di Dott.Gianluca Braguzzi (Ecoeconomia) Gestore di fondi comuni di investimento

Nella logica delle cose considerati i dati macro-economici in diffuso peggioramento nell’area euro (Germania compresa), le borse hanno appena cominciato un ciclo ribassista ben lungi dall’essersi completato . Trend che , nella migliore delle ipotesi, potrebbe vedere una lateralizzazione in range prima di nuove spirali ribassiste. Tutto ciò ha buone probabilità di realizzarsi se i mercati ragionassero, come in passato su utili e prospettive.

Da tempo ormai i parametri con cui si valutano gli acquisti sui mercati azionari si sono modificati. Spesso dati economici negativi sono stati festeggiati da rialzi dei listini perché stavano a significare che la FED non poteva esimersi dal proseguire la sua politica monetaria fortemente espansiva. Ora che la FED è quasi giunta al termine del suo piano mensili di riacquisti di TBond e titoli tossici dalle banche USA e quindi l’innaffiatura di liquidità sui mercati si va esaurendo, guarda caso, le borse hanno iniziato a cedere apparentemente senza reti di protezione.

Invece noi pensiamo che una rete di protezione potrebbe, da un momento all’altro, entrare in funzione tramite la BCE nella persona di Mario Draghi.
Se la BCE uscisse per una volta dal suo ruolo di mero controllore dell’inflazione (che tra l’altro a forza di essere combattuta come un feroce nemico si è trasformata in una tenera e per nulla incoraggiante deflazione) per agire sul rilancio dell’economia gli effetti sulle borse potrebbero essere incredibili. Da ciò che si intuisce e che coincide con le precedenti dichiarazioni (richiamate nei precedenti commenti giornalieri) Draghi si è ormai convinto a mettere mano alla situazione avviando un piano simile a quello americano. Vi sono da superare ancora enormi resistenze della Germania che valuta il proprio rallentamento fisiologico e non si cura minimamente dei problemi altrui (anzi …. e non entriamo qua nel merito del perché) .
Non sarà facile!
Ma a questo punto entra in ballo il ruolo decisivo della Francia che ormai ci ha raggiunto nello stato di crisi economica e nella quale le pulsioni anti-euro sono a un passo dalla maggioranza. Anzi se si andasse a votare oggi questo fronte anti-euro avrebbe buone probabilità di andare al governo…e si sa che i francesi in fatto di rivoluzioni non scherzano.
Chiarito questo, anche i teutoni potrebbero ammorbidirsi, visto che per loro l’alternativa all’euro è un marco a 2 dollari e 4000 lire …insomma a breve Draghi potrebbe dare un seguito concreto alle proprie promesse riversando nel sistema una montagna di liquidità:
In altro articolo avanziamo una nostra proposta sulla destinazione più saggia e socialmente corretta di questa liquidità a tassi vicini allo zero che non è quella delle casseforti bucherellate della banche ma le famiglie e le aziende.

In entrambi i casi , sia che i soldi vengano dati alle banche (che certamente non riprenderanno a fare credito e tanto meno ad ammorbidirne le condizioni) sia che vangano dati a famiglie ed aziende le borse sono destinate a riprendere letteralmente a volare.
Nel primo caso le banche, oltre a tappare le falle più evidenti, non farebbero altro che proseguire quanto visto negli ultimi anni grazie alle mosse della FED, ovvero agire sui mercati contribuendo a una stabilizzazione verso l’alto dei trend degli asset azionari presentii nei loro portafogli. Scelta miope e a termine che non risolverebbe in modo decisivo i problemi ma darebbe nuovo ossigeno ai flussi di liquidità necessari per mantenere l’ ottimiamo sui mercati.
Viceversa consentire a famiglie e aziende in difficoltà di sganciarsi dagli usurai bancari  avrebbe sui listini effetti più differiti e a medio termine ma certamente più stabili e duraturi nel tempo. Si ricreerebbero posti di lavoro , ottimismo e sana circolazione di risorse. In una parola si riavvierebbe un ciclo virtuoso.

Sarà Draghi tanto coraggioso da optare per la seconda opzione che proponiamo ufficialmente.
Difficile.
Molto più facile e probabile che queste ingenti risorse finanziari vengano riversate nel sistema bancario e a circolo chiuso. In questo caso occhi aperti verso annunci cui non seguano fatti concreti, attenzione a manovre che non creino le condizioni di liquidità descritte sopra…ma passato il vaglio di queste cautele …attenzione a mettersi contro gli indici perché i target per il 2015 sono fantasmagorici a cominciare da un FTESMIB che varcata soglia 25.000 volerà direttamente a 30.000 e poi 32.000.

Inutile ricordare che se invece vinceranno i corvi tedeschi….

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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