I mercati azionari nel dopo referendum italiano: scenari e prospettive

A cura di Gian Piero Turletti Autore degli Ebooks: Magic Box e PLT Edizioni Proiezionidiborsa

Nel momento in cui scrivo, sono ormai noti i dati sull’esito referendario.

Ha vinto il no, ma quali le prospettive per i mercati e la finanza?

Gli aspetti sono molteplici, dalle prospettive di politica economica, all’impatto sui mercati.

In questo articolo intendo concentrare l’attenzione sui principali indici azionari.

Come altre occasioni ci hanno insegnato (Brexit, elezioni USA), non bisogna tirare troppo presto le conclusioni.

E’ quindi possibile che, al pari di altre volte, intervenga un po’ di volatilità iniziale, seguita poi dalla indicazione che i mercati intenderanno effettivamente prendere.

Tradotto in indicazioni tecniche, possiamo dire che probabilmente sarà importante la direzione assunta nel corso della settimana, ed in particolare bisognerà guardare alla chiusura proprio della settimana in corso.

Anche per questo motivo, risulta importante un’analisi su barre settimanali dei principali indici.

Con una distinzione di fondo tra Ftse Mib ed Eurostoxx da una parte, e Dax e S & P 500 dall’altra.

Laterali i primi due, in trend rialzista gli altri.

Di seguito la situazione dei diversi indici:

Eurostoxx: quotazioni ricomprese in un canale orizzontale, tra 3109 e 2922.

Ftse Mib: situazione del tutto analoga sul nostro indice, con prezzi ricompresi tra la resistenza a 17426 ed il supporto a 19522.

Dax: trend rialzista, con supporto settimanale a 10495.

S & P 500: trend rialzista, con supporto settimanale a 2110.

Solo una chiusura settimanale sopra le resistenze o sotto i supporti darà uno specifico segnale.

La tecnica usata in queste analisi riconduce al metodo Magic box.

Siamo però anche nell’ultima parte dell’anno, e pare opportuno anticipare qualcosa sulle prospettive del 2017.

In tale ottica, il 2016 direi che ci ha insegnato soprattutto due cose.

Intanto, gli scenari possono cambiare nel corso dell’anno, e non vanno mai date per scontate, come immodificabili, le prospettive delineate a fine anno per quello successivo.

Inoltre, non è sufficiente delineare uno scenario solo a comparti.

Occorre analizzare anche il singolo asset.

Pertanto, non è ad esempio sufficiente parlare di mercati azionari, ma occorre distinguere tra diverse situazioni.

In tal senso, possiamo dire che Dax e mercati azionari USA, segnatamente Dow Jones e S & P 500, hanno perfettamente risposto alle previsioni formulate a fine 2016, trovandosi entro i limiti di confidenza statistica, in cui li avevamo proiettati, nell’ambito di un trend rialzista di lungo termine, ancora intatto.

Situazione diversa per l’Eurostoxx e per il Ftse Mib, che non hanno smentito la loro impostazione prevalentemente non direzionale.

Al momento, le prospettive dei vari indici azionari non sono mutate sul lungo termine, e non muteranno, salvo particolari segnali.

Nel complesso, si sono rivelate corrette le indicazioni che avevamo dato a fine 2016, cioè sovrappesare il comparto azionario, specificamente quello statunitense, e sottopesare comparto obbligazionario ed altri indici.

Infatti, ipotizzando un rendimento, al netto di dividendi azionari e cedole obbligazionarie, basata ad esempio sulla sola differenza di quotazioni tra apertura del 2016 ed attuale quotazione, avrebbe fatto la scelta migliore proprio chi avesse seguito l’indicazione di preferire i mercati azionari USA, mentre avrebbe ottenuto rendimenti ben diversi chi avesse scelto altri comparti azionari o l’obbligazionario.

Considerata, quindi, l’efficacia delle metodologie di analisi, adottate nel report dell’anno scorso, continueremo ad usarle anche per delineare, prossimamente, i più probabili scenari del 2017.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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