I genitori non possono pubblicare le foto dei figli sui social a proprio piacimento!

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La giurisprudenza è intervenuta su una questione ricorrente, che a volte appare sostanziarsi solo in una tematica di carattere etico. Invece, siamo nella categoria dei diritti, in quanto i genitori non possono pubblicare le foto dei figli sui social, a proprio piacimento! Infatti, il ragazzo, anche se minorenne, può negare il consenso alla pubblicazione delle proprie immagini su Facebook o su Instagram. Detta conclusione è in linea con il Regolamento europeo sulla privacy, il cosiddetto Gdpr recepito in Italia nel 2018. In esso, viene fissata a 14 anni l’età in cui un ragazzo può decidere di aprire un profilo su un social network.

Quindi, egli può autodeterminarsi in questo ambito esistenziale, adottando una precisa scelta, senza il permesso dei genitori. Questi adolescenti fanno parte di quelli che la Cassazione ha definito più volte «i grandi minori». Si tratta, di ragazzi che, pur non avendo ancora raggiunto i 18 anni, hanno la facoltà di orientare le proprie scelte di vita. Ciò, in alcuni ambiti, come: il percorso scolastico, la possibilità di iniziare un’attività lavorativa o, appunto, comunicare via Internet senza l’interferenza degli adulti.

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Cosa i genitori non possono decidere

Quindi, chiarito che i genitori non possono pubblicare le foto dei figli sui social a proprio piacimento, vediamo cosa possono fare. Se, ad esempio, i genitori non si trovano d’accordo sul se postare o meno un’immagine del proprio figlio minore su Facebook e su Instagram, cosa succede? A decidere sarà proprio il ragazzo, anche se minorenne. In questo senso si è pronunciato il Tribunale di Chieti con una recente sentenza.

Con quest’ultima, infatti, si è riconosciuto ad un 17enne la facoltà di negare ai propri genitori il consenso per la pubblicazione delle sue fotografie. Il giudice ha deciso di imporre ai genitori di astenersi da dette pubblicazioni in assenza di consenso esplicito dell’interessato. Questi, entrato nel diciassettesimo anno di età, ha la capacità di autodeterminarsi su scelte di questo tipo. La sentenza emessa dal Tribunale di Chieti potrebbe essere utile anche in caso di volontà dei genitori di controllare gli spostamenti dei figli  tramite un’app.

Salvo, infatti, che non ricorrano motivi specifici, ciò potrebbe essere inibito e il minore può ribellarsi. In passato, la giurisprudenza ha rivolto lo sguardo a questo tema. Non a caso, il Tribunale di Roma, ha stabilito che il genitore che pubblica immagini e notizie inerenti la vita privata del figlio, è soggetto a sanzioni. Più specificamente, se viola il divieto del giudice di astenersi da dette condotte, deve rimuovere i contenuti pubblicati. Ciò, pena la sanzione di 10mila euro da versare al figlio e all’altro coniuge.

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