I disturbi alimentari meno conosciuti di cui si può soffrire

I disturbi alimentari, detti anche DCA, più conosciuti sono solitamente anoressia e bulimia. Non tutti sanno, però, che esistono anche altri tipi di disturbi meno conosciuti ma molto invalidanti. Questi passano spesso inosservati e, talvolta, chi ne soffre non è consapevole di esserne affetto.

Questi disturbi sono inoltre presenti nel DSM 5, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, su cui è possibile leggerne la descrizione accurata. Questa è ovviamente solo una guida indicativa. Chi pensa di soffrire di uno di questi disturbi deve quindi rivolgersi tempestivamente a un medico. Ecco i disturbi alimentari meno conosciuti di cui si può soffrire e i loro sintomi.

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Il BED

Il BED, o “binge eating disorder”, è detto anche sindrome dell’alimentazione incontrollata, in italiano. Per anni le persone che avevano difficoltà a mangiare porzioni ridotte venivano additate come golose e prive di forza di volontà. Oggi si sa, invece, che alcune di queste potrebbero soffrire di BED.

Tra i sintomi del binge eating disorder spiccano, infatti, le abbuffate incontrollate e l’alimentazione fuori pasto. Sebbene questo comportamento alimentare porti fortissimi sensi di colpa in chi ne soffre, non è presente l’eliminazione del cibo come nella bulimia.

L’ortoressia

Tra i disturbi alimentari meno conosciuti di cui si può soffrire si sta parlando sempre di più dell’ortoressia. Questo disturbo è caratterizzato dall’ossessione per una dieta sana.

Chi ne soffre, quindi, eliminerà alcuni cibi in modo molto selettivo. Si crea, in altri termini, una vera ossessione e ricerca per i cibi perfetti e una forte ansia all’idea di mangiare quelli eliminati dalla dieta. Questo disturbo può essere pericoloso perché, oltre all’aspetto psicologico, può provocare problemi fisici. Chi ne soffre, infatti, rischia di eliminare dalla dieta cibi importanti per la salute come i grassi sani.

Diabulimia

Questo disturbo colpisce chi soffre di diabete e ha paura di ingrassare assumendo insulina. Chi soffre di diabulimia arriva a ridurre le dosi consigliate di insulina o, addirittura, a non prenderla affatto. In questo modo il corpo non metabolizza gli zuccheri che vengono espulsi con le urine. I rischi di questo comportamento sono però altissimi. L’insulina è fondamentale per il corretto funzionamento del nostro corpo. Chi si rifiuta di assumerla rischia di imbattersi in gravi conseguenze.

Sindrome da alimentazione notturna

Chi è affetto da questa sindrome mangia magari in modo sano di giorno, ma è di notte che il disturbo alimentare fa la sua apparizione. Come si evince dal nome, la sindrome da alimentazione notturna porta chi ne soffre a mangiare grandi quantità di cibo nelle ore notturne.

Un simile comportamento può essere generato da stati depressivi che inducono il soggetto a trovare conforto in cibi ricchi di carboidrati. Spesso, inoltre, chi ne soffre mangia molto poco durante la giornata e, giunta la notte, il proprio organismo sente il bisogno di energia e nutrienti.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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