I dati PMI fanno sorridere di nuovo i listini. I rating dei titoli a Piazza Affari

Oggi giornata di cifre e risultati particolarmente importanti, infatti i dati PMI fanno sorridere di nuovo i listini. Si tratta di una piccola, momentanea iniezione di fiducia che però permette di far tornare il segno più sui listini. In tarda mattinata (ore 13), infatti, i listini del Vecchio Continente vedevano un Dax a 0,53%, un Cac 40 a 0,56% e un Ftse 100 a 0,05%.

L’andamento di Piazza Affari

Bene anche Piazza Affari che nello stesso momento ventava uno 0,27% in territorio positivo. Guardando le singole storie è da segnalare l’exploit di Moncler grazie a conti positivi per il 2020. Conti che, invece, non aiutano Eni. Ecco che nel primo caso l’azienda leader nel settore moda vanta, poco dopo le 13, un +6%. Diametralmente opposto, invece, il caso Eni, in calo, seppur frazionale, dello 0,5%. Un andamento peggiorato anche dalla zavorra rappresentata, oggi, dal greggio. Infatti il petrolio, dopo una crescita costante delle quotazioni ha deciso di fermarsi. Il Brent oggi scende sotto i 63 dollari al barile. Idem per il Wti che lambisce appena i 59.

I rating dei titoli a Piazza Affari

Particolarmente interessante la panoramica sui rating dei titoli a Piazza Affari. Soprattutto visto l’interesse di un grande nome come quello di Goldman Sachs. In particolare per BPER Banca (target a 2,50 euro), Intesa SanPaolo (2,65 euro), Poste Italiane (13,50 euro) e Unicredit (12,30 euro) tutti degni di un buy. Più lungo, invece, il report di Equita. Buy per nomi come Enel (9,30 euro), Eni (10 euro), Erg (28,50 euro). Ancora buy, tra gli altri, su Intesa SanPaolo (2,50 euro), Leonardo (8,80 euro), Poste Italiane (10,60 euro) e Telecom Italia (MIL:TIT) (0,47 euro).

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Gli eventi più importanti nel calendario

Agli orari prefissati si può consultare il calendario macroeconomico per leggere l’esito dei dati macroeconomici pubblicati. Come detto, i dati PMI fanno sorridere di nuovo i listini. Nello specifico quelli europei, con il dato sul composito, servizi, manifatturiero di febbraio, rispettivamente a 48,1 punti (in aumento rispetto al precedente di 47,8 punti), a 44,7 punti (in calo sui precedenti 45,4) e 57,7 (in aumento sui precedenti 54,8 punti). Interessante anche il risultato dell’inflazione italiana. Numeri alla mano a gennaio si parla di uno 0,4% di aumento sui prezzi al consumo contro il precedente risultato di 0,2%.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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