I controlli del Fisco sui nostri conti correnti con i nuovi strumenti dell’Agenzia delle Entrate

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I controlli del Fisco sui nostri conti correnti con i nuovi strumenti dell’Agenzia delle Entrate.

I controlli del Fisco sui nostri conti correnti avvengono ormai con i nuovi strumenti a disposizione dell’Agenzia delle Entrate. Questi controlli mirano ad individuare redditi percepiti in nero. Una forma di lotta all’evasione fiscale, insomma. In passato i conti correnti dei pensionati e dei dipendenti erano meno soggetti a controlli.  L’attenzione si concentrava maggiormente su professionisti e partite IVA. Oggi non è più così.

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I controlli del Fisco sui nostri conti correnti con i nuovi strumenti dell’Agenzia delle Entrate

La Corte di Cassazione, con ordinanza 104 del 14 gennaio 2019, ha chiarito che i controlli sono possibili su qualsiasi conto corrente a chiunque intestato. Non sono esenti da controlli nemmeno i pensionati o i soggetti a reddito fisso. Infatti l’evasione fiscale non consiste solo nel percepire redditi da lavoro in nero. E’ evasione anche quella di un lavoratore dipendente che affitti un immobile al nero.  Oppure un disoccupato che percepisce la NASPI, ma contemporaneamente svolge piccola attività lavorativa come riparazioni o lavoretti a domicilio.

L’ Anagrafe dei rapporti finanziari ed il risparmiometro

L’Agenzia delle Entrate può svolgere indagini bancarie verificando i movimenti del conto corrente di ognuno di noi. Ciò avviene soprattutto con controllo telematico tramite l’Anagrafe dei Rapporti Finanziari. E’ una sorta di enorme archivio che raccoglie i dati inviati periodicamente dalle stesse banche.

Il risparmiometro è invece un algoritmo che verifica entrate e uscite sui conti correnti. L’accertamento parte quando i risparmi sul conto sono eccessivi rispetto ai redditi dichiarati.

I movimenti bancari più sospetti

Ce li indica la legge. L’art. 32 del DPR 600 del 1973 dice che i versamenti di contanti sul conto o i bonifici che riceviamo generano una presunzione. Si presume che si tratti di redditi. Potranno essere redditi da lavoro o da canone di locazione, ma sono considerati redditi salvo prova contraria. Il Fisco controllerà se quelle somme sono state indicate regolarmente nella dichiarazione dei redditi. Se non ci sono partirà l’accertamento fiscale. L’onere della prova grava sul contribuente. L’Agenzia delle Entrate presume che tu sia un evasore e spetta a te dimostrare che invece quelle somme non sono frutto di redditi in nero.

L’art. 32 in esame non si riferisce solo a professionisti o società. Per questo motivo vi abbiamo avvisati: l’accertamento può avvenire anche sui conti correnti di dipendenti o pensionati.

In alcuni casi però le somme percepite non sono redditi soggetti ad IRPEF. Per esempio il risarcimento dei danni subiti in un sinistro stradale non deve essere tassato. Lo stesso dicasi per una vincita alla lotteria che è già tassata alla fonte.

Operazioni non soggette a controllo dell’Agenzia delle Entrate

Non sono soggette a controllo le seguenti operazioni:

  1. I prelievi in contanti da conto corrente: anche se il Fisco cerca di incoraggiare l’uso della moneta elettronica i pagamenti in contanti non sono certo vietati. Quindi potete prelevare;
  2. Bonifici da familiare convivente: si presume che si tratti di liberalità fatte per adempiere ai doveri familiari. Per esempio coniugi che sostengono insieme le spese mensili per la casa e per il mantenimento dei figli. E’ normale che si rimborsino a vicenda, in modo informale, le somme che l’altro abbia anticipato.
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