I cibi più contaminati a cui non avresti mai pensato

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Essere sicuri di ciò che stiamo per mettere nel nostro piatto non è per niente facile. L’industrializzazione, il problema delle etichette e delle origini, l’inquinamento del suolo e delle acque. Sono tutti elementi che generano insicurezza a partire dal momento in cui facciamo la spesa fino al consumo dei pasti. Purtroppo la contaminazione da pesticidi e sostanze tossiche nel campo dell’agricoltura e dell’allevamento non è ancora abbastanza controllata. Per non parlare degli innumerevoli problemi etici che solleva.

Ad aggravare la situazione, la mancanza di un controllo pedissequo delle colture, dei metodi di fertilizzazione e nutrimento del terreno, nel trattamento delle carni e del pesce nella lavorazione. A sfuggire al controllo, l’utilizzo di sostanze chimiche di ogni tipo (pesticidi, metalli pesanti, micotossine, chimici, conservanti) e le quantità di alcune sostanze la cui presenza è regolamentata.

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Nonostante l’avanzare del biologico e il numero crescente di agricoltori che decidono di convertire i loro terreni, non sempre i cibi che mettiamo a tavola sono sicuri. Il fattore costo/qualità dei cibi, nel biologico, è ancora un punto a sfavore che condiziona i consumatori negli acquisti alimentari.

Sicuramente la consapevolezza di cosa si sta per mettere in bocca è una delle difese più grandi che possiamo avere.

Ecco perché in America ha inizio uno studio da cui nasce una classifica dei cibi più contaminati a livello mondiale. Una guida per allertarci nel momento in cui siamo chiamati a scegliere un prodotto piuttosto che un altro. Vediamo quali sono i cibi più contaminati a cui non avresti mai pensato.

Classifica annuale dei prodotti più inquinati da pesticidi

A occuparsi della ricerca è EWG (Environmental Working Group). L’associazione americana senza scopo di lucro, ogni anno si propone di stilare una lista di prodotti tra frutta e verdura che subiscono maggiori trattamenti chimici.

Sebbene il risultato abbia delle variabili di anno in anno, ci sono degli alimenti che puntualmente risultano i più contaminati. Tra questi, ecco i cibi più contaminati a cui non avresti mai pensato.

Il tè verde e il tè nero

Il tè verde dovrebbe essere uno dei confort food, con proprietà antiossidanti e depurative. Questo non si verifica se viene contaminato da circa 20 sostanze chimiche (Reporto Legambiente 2017). Le piantagioni convenzionali di caffè, tè e tabacco, italiane ed estere, sono risultate le più contaminate da anticrittogamici e antiparassitari. Comunque, la grande parte di queste sostanze si trova in tè di origine cinese. Questo ci dovrebbe aiutare a investire sull’acquisto di tè italiano e biologico.

Bacche di Goji e simili disidratati

Anche per questi cibi (uvetta, mirtilli, lamponi, more, bacche di Goji) provenienti dal mercato orientale, si è riscontrata la presenza di 20 molecole chimiche tossiche. Queste sono state riscontrate in quantità minori anche nell’uva e nel vino di provenienza autoctona italiana.

Frutta e verdura

Ed ecco la volta di frutta e verdura. Ritornando allo studio della EWG, viene stilata una lista di 12 cibi avvelenati tra frutta e ortaggi. Tra questi ci sono fragole, spinaci, mele e pere, pesche e uva, sedano, patate, pomodori e peperoni. Per quanto riguarda questi ultimi, appartenenti tutte alle solanacee, hanno la caratteristica di prendere molti elementi dal terreno. Tra questi ovviamente ci sono anche i pesticidi e i diserbanti.

Persino il peperoncino è da poco entrato a far parte di questo elenco deleterio. È risultato, infatti, essere pieno di residui sospetti, specialmente se proveniente dall’Egitto.

I cibi più contaminati a cui non avresti mai pensato, come tutelarsi

Questi studi sugli alimenti non dovrebbero spaventarci, ma metterci nella condizione di scegliere facilmente come fare la spesa. Quanto meno di essere consapevoli della scelta che stiamo facendo e di come nutrirci.

I pochi consigli attraverso i quali si può cercare di ovviare al problema dell’inquinamento di acque e terreni agricoli mirano all’acquisto di alimenti controllati, biologici o meno.

Se riuscissimo ad avere un contadino di fiducia, anche se non certificato, saremmo incredibilmente fortunati.

Chi vive in città oggi può godere quasi parimenti dei benefici di chi vive in piccoli paesi a contatto con la campagna. Esistono numerosi produttori cittadini, spesso con certificazione biologica, che popolano i mercati rionali e centrali.

In più si può fare affidamento a gruppi d’acquisto solidali, che si legano a piccoli produttori sapienti di agricoltura etica.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)

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