I 5 più comuni falsi miti sui gatti a cui non bisogna assolutamente credere

Il gatto, una creatura elegante e sofisticata, talvolta considerato snob e opportunista dagli amanti dei cani e, all’opposto, venerato come un dio in svariate culture, dagli Egizi al popolo Mochica dell’America centrale.

In generale è un animale che è stato sempre circondato da un’aura di mistero, con il suo fare sinuoso e con questi occhi che si illuminano al buio. Girano molte credenze attorno a questi felini, molte delle quali non hanno alcun fondamento scientifico o semplicemente sono falsi miti che si sono affermati nei secoli.

La storia

I primissimi antenati del gatto come lo conosciamo oggi risalgono a ben 50 milioni di anni fa, ancor prima della comparsa dell’uomo sulla Terra. Erano animali di proporzioni ben più grandi rispetto ai gatti moderni e da quel momento si sono evoluti autonomamente. Anche con l’arrivo dell’uomo, questi animali si sono tenuti per molto tempo a “distanza di sicurezza”. Col tempo, si sono spostati sempre più nell’entroterra, nelle foreste, evolvendosi in diversi esemplari di gatti selvatici e riducendo man mano le loro dimensioni.

I gatti domestici hanno fatto la loro prima apparizione in Africa, dimora del gatto selvatico più bello del Mondo. A partire dagli Egizi, il gatto comincia a far parte a tutti gli effetti della vita dell’uomo, tra alti e bassi. Nel Medioevo, infatti, il gatto era associato al demonio, per via dell’influenza del Cristianesimo. Tra mille traversie, in 50 milioni di anni di storia è arrivato comunque ad essere parte integrante della nostra vita.

I 5 più comuni falsi miti sui gatti a cui non bisogna assolutamente credere

Partiamo con alcuni dei falsi miti.

I gatti bevono il latte: nell’immaginario collettivo, il gatto va pazzo per il latte. In realtà, in età adulta, quasi tutti i gatti sviluppano un’allergia al lattosio, che potrebbe procurargli seri disturbi intestinali. In assenza della madre, e solo da cuccioli, gli si può dare del latte materno artificiale.

I gatti cadono sempre in piedi: è vero, i gatti hanno uno scheletro estremamente flessibile e hanno la capacità di roteare il corpo per regolare i salti e le cadute ma questo dipende sempre dall’altezza da cui cadono e dall’età del gatto. In ogni caso, soprattutto se ancora piccoli, rischiano di farsi male.

I gatti hanno paura dell’acqua: dipende dal carattere. Esistono gatti che nell’acqua ci sguazzano felicemente. Perciò, non è assolutamente una regola.

I gatti neri portano sfortuna: il colore del pelo di un gatto dipende unicamente dalla sua genetica. Purtroppo, a causa di questa credenza, i gatti neri faticano ad essere adottati.

Le donne in gravidanza non possono tenere un gatto: i gatti selvatici trasmettono la toxoplasmosi attraverso le feci. Tuttavia, i gatti domestici non hanno modo di prendere questa malattia. È bene portarli dal veterinario per togliersi ogni dubbio.

Questi sono i 5 più comuni falsi miti sui gatti da sfatare, poiché oggi questi felini sono a tutti gli effetti componenti della famiglia e come tali bisogna imparare a conoscerli e rispettarli come meritano!

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Perché si dice che i gatti neri portino sfortuna

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