I 3 segreti per abbassare la tassa di Capodanno

Mancano ormai pochi giorni all’arrivo del 2021 e gli italiani si preparano ad accogliere il nuovo anno pieni di speranze. Il 2020 è infatti stato particolarmente difficile a causa della pandemia e della gravissima crisi economica che ne è derivata. Le aspettative per i prossimi mesi sono quindi molto elevate. Vi è la speranza che si possano presto dimenticare le recenti difficoltà. Il passaggio al nuovo anno vedrà però, come di consueto, l’applicazione di un’imposta che grava sui risparmi delle famiglie. In questo articolo analizzeremo i 3 segreti per abbassare la tassa di Capodanno e salvaguardare i rendimenti di investimenti e depositi. L’imposta di bollo è infatti un prelievo patrimoniale che interessa le giacenze in maniera differente in base alla forma tecnica di deposito. In alcuni casi, l’imposta rischia di azzerare i rendimenti dei risparmi ed in altri di eroderne ulteriormente il potere d’acquisto.

La normativa a riguardo

Gli investimenti ed i conti deposito prevedono l’imposizione della tassa prevista dal D.L. 16/2012. Tutti i saldi di azioni, obbligazioni, fondi e depositi costituiranno la base imponibile di questo prelievo. L’aliquota prevista è pari allo 0,2% e non prevede importi minimi o massimi. Inoltre, questa tassa sarebbe valida anche qualora il portafoglio investito fosse in perdita, insomma una beffa oltre al danno. La normativa prevede anche l’applicazione di un’imposta fissa di 34,20 euro sui conti correnti che superano la giacenza media di 5.000 euro. Vediamo quindi quali sono i 3 segreti per abbassare la tassa di Capodanno che grava sui risparmi delle famiglie. Innanzitutto, chi avesse giacenze importanti con delle plusvalenze potrebbe chiudere le posizioni e trasferire temporaneamente i soldi sul conto corrente. In questo modo eviterebbe l’aliquota percentuale pagando solo la quota fissa di 34,20 euro.

I 3 segreti per abbassare la tassa di Capodanno

Chi possiede più conti correnti con giacenze di poco superiori a 5.000 euro potrebbe risparmiare controllando gli estratti conto. Se nessun conto supera questo importo medio, il titolare non dovrà alcuna imposta di bollo. Un buon motivo per sistemare eventuali squilibri ed ottenere un vantaggio fiscale. Un terzo aspetto da considerare è che il D.L. 16/2012 non prevede alcuna imposta per i prodotti assicurativi di ramo primo. Insomma, sulle gestioni separate lo Stato non applica la tassazione dello 0,2%. Chi fosse interessato a questi strumenti, potrebbe valutarne la sottoscrizione prima di Capodanno ed evitare così l’imposta di bollo. Insomma, l’imposta di bollo è certamente un buon motivo per controllare i propri conti correnti. Anche per questo, nelle prossime settimane le banche saranno probabilmente particolarmente affollate, come abbiamo analizzato in un recente approfondimento.

 

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