I 2 migliori titoli di Stato su cui puntare in questa fase di mercato

Nelle fasi di incertezza, con i mercati azionari in difficoltà, come in quest’ultimo periodo, le obbligazioni sono un valido rifugio. I titoli di Stato, in particolare, sono un’ottima soluzione per parcheggiare i risparmi in attesa di tempi migliori. Ma sono anche un ottimo strumento per guadagnare sulla variazione dei prezzi. Ecco i 2 migliori titoli di Stato su cui puntare in questa fase di mercato per due diverse strategia di guadagno con le obbligazioni.

I 2 migliori titoli di Stato su cui puntare in questa fase di mercato

Tra i vari titoli di Stato emessi dal Tesoro italiano, c’è una categoria che riscuote particolare successo, quella dei Buoni del Tesoro Poliennali. Sono titoli di Stato che hanno una durata che può arrivare anche oltre 30 anni ed hanno una cedola fissa che non cambia mai nel tempo.

Poiché vengono emessi da anni sul MOT, mercato di Borsa italiana dedicato alle obbligazioni, si trovano BTP con durata residua molto breve anche inferiore ad un anno. Questi sono titoli ideali per parcheggiare il capitale in un luogo sicuro in attesa di nuove opportunità sui mercati azionari. Uno di questi è il BTP scadenza maggio 2021. Ha una cedola del 3,75% ma il prezzo di 103 centesimi, fa sì che il rendimento, se tenuto fino al rimborso, sia dello 0,3% circa. Non molto ma è una soluzione valida per chi cerca un rifugio sicuro per i prossimi mesi con un minimo di rendimento.

Le opportunità di guadagno con BTP decennale

Chi invece avesse una strategia più audace e volesse puntare sul guadagno in conto capitale, il BTP decennale è uno dei più adatti. E’ decennale perché la sua scadenza è ad aprile del 2030 (Isin: IT0005383309). Ha una cedola piuttosto ridotta, 1,35% ma la sua forza sta nella sensibilità dei prezzi all’andamento dei tassi. Basti pensare che il suo rendimento è preso come benchmark per calcolare lo spread tra i BTP e i Bund tedeschi. Oggi si compra a 96 centesimi il che offre un rendimento dell’1,6%. Ma chi li compra in ottica speculativa non lo terrà mai fino a scadenza. L’obiettivo è rivenderlo a un prezzo più alto, magari sperare che possa tornare ai 104 centesimi, livello a cui era quotato a fine febbraio.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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