Huawei spia… Apple e Google no?

Huawei spia… Apple e Google (cosa sono i FAANG?) no?

Nella guerra dei dazi si sta inserendo una nuova variabile.

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L’incaponimento americano nel ritenere Huawei un sistema di spionaggio a favore del partito comunista cinese.

Nemmeno più del governo, direttamente del partito.

La cosa fa alquanto sorridere nell’era in cui decine di centinaia di siti ti obbligano ad accettare i famigerati cookies anche se in apparenza non hanno  nulla da venderti almeno direttamente.

Per non parlare della App sugli smartphone che ti obbligano alla geo-localizzazione se vuoi usufruire integralmente dei loro servizi.

Tra l’altro percorsi fior di conio Apple e Google se intesi come diffusione su larga scala.

Huawei nel mirino

Eppure nonostante gli illustri precedenti e la omogenea distribuzione di questo assorbimento di flussi di informazioni su ognuno di noi, pare che soltanto Huawei nel mondo ne faccia un uso improprio: spionaggio!

Addirittura!

La cosa strana è che questo attacco alla casa cinese è partito proprio in concomitanza col profit warning di Apple che continua  a perdere quota di mercato in un mercato già di per sé stesso in fase di rallentamento, direi fisiologico.

Che i cinesi siano maestri di copiatura ed è risaputo.

Lo stesso made in Italy paga un conto salatissimo a questo vizio cinese.

E fin qui ci stano assolutamente norme ed interventi di tutela della proprietà intellettuale e dei marchi e brevetti.

Ma l’attacco sul fronte dello spionaggio sa veramente di mossa politica per tutelare un azienda di “casa”: Apple appunto.

Da Google in giù chi non spia?

Se però entriamo nel fronte dello spionaggio chi è senza peccato scagli la prima pietra…e nessuno potrà scagliare alcunché potremmo dire!

Dal colosso Google in giù chi in questa era iper tecnologizzata non profila e definisce nei dettagli ogni singolo utente?
In realtà la cosiddetta profilatura è una forma di spionaggio…

Con la differenza che se su un social, da Instagram a Facebook a Twitter, siamo noi ad accettare e decidere di mostrarci, su un motore di ricerca la nostra privacy non viene assolutamente tutelata…

Forse ai senatori americani che stanno attaccando Huawei converrebbe fare una riflessione prima che la controffensiva cinese possa colpire galassie americane che in rete hanno, come ad esempio proprio Google, un ‘egemonia ben più vasta di quella di Apple nella telefonia.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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