Guerra commerciale Usa – Cina, senza fine per i dazi

Stati Uniti e Cina, le relazioni commerciali continuano ad essere tese. Una guerra commerciale senza fine. E a risentirne sono anche le aziende ma anche i privati che vorrebbero investire sui mercati azionari. Molti investitori per questo motivo non hanno comprato azioni e sono rimasti fuori dal forte rialzo dei mercati internazionali.

L’economia americana dipende tutta dalla impostazione che il presidente Trump vuole indicare. Il capo del Governo americano è orientato a firmare un accordo a patto che sia positivo per gli Stati Uniti. Ma per l’economia cinese le imposizioni di Trump non saranno accettate a cuor leggero.

A che punto siamo con la querelle

La guerra commerciale tra i due Stati è solo all’inizio. I cinesi non vogliono sentirsi inferiori agli Stati Uniti e la questione dazi diventa di vitale importanza. I più ottimisti predicano umiltà e sono certi, visto anche i mercati molto sensibili, che una soluzione a questa guerra commerciale verrà trovata. E’ nell’interesse di entrambi sia per motivi commerciali ma soprattutto politici.

La risposta dei mercati azionari

I mercati, infatti,  risentono delle dichiarazioni dell’uno e dell’altro e quindi spesso si assiste a forti picchi di volatilità anche intraday. Per consentire di investire sui mercati azionari c’è bisogno di meno incertezza poiché i cambiamenti nella percezione del ciclo economico subiscono negativamente delle distanze tra le parti. Continuare ad avere fronti aperti non giova.

C’è da rimarcare comunque che i mercati sono  in rally e il rialzo tra alti e bassi continuerà probabilmente fino a Natale.

I mercati probabilmente saliranno fino al 2020 inoltrato di un altro 20 almeno%. I dazi hanno portato molta incertezza ma nonostante ciò i mercati ne hanno risentito poco e si sono mantenuti sui massimi. Sull’economia  e sui mercati dei due Stati l’impatto è stato ridotto.

Nel breve periodo

Nel breve termine, per continuare a vedere una certa continuità dei rialzi sarà importante non deteriorare le aspettative depositate nella firma della prima fase dell’accordo tra Stati Uniti e Cina. Una soluzione potrebbe venire dallo Stato dell’Iowa, uno dei maggiori produttori statunitensi di mais e avena.  Non a caso Donald Trump ha chiesto a Pechino di firmare proprio in questo piccolo Stato del Midwest, cuore della “rural America” di appena tre milioni di abitanti la Fase 1 dell’accordo commerciale tra Cina e Usa.

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