Guerra al contante per fare posto a carte di credito e pagamenti digitali

È per caso in atto una guerra al contante per fare posto a carte di credito e pagamenti digitali? La risposta non è data di sapere, ma le sensazioni vanno tutte in quella direzione. Si discute delle forme e dei dettagli delle proposte, e quindi della relativa maggioranze di Governo disposta ad approvarle. Ma sono accomunate dal fatto che mirano a ridurre per quanto più possibile il cash. Vediamo allora questa guerra al contante per fare posto a carte di credito e pagamenti digitali.

In origine: la necessità di fare cassa

Il punto da cui partire è che c’è fortissimo bisogno di fare cassa. Specie dopo l’ultimo decreto di maggio che ha mosso da solo più debito pubblico rispetto alle ultime 2-3 vecchie leggi finanziarie messe assieme. Si direbbe che si potrebbe passare per la lotta all’evasione fiscale, vero, ma mancano mezzi e tempi per poterla condurre sul campo dell’economia reale. Ecco allora la “scorciatoia” della “guerra” al contante, che col passare delle ore si arricchisce di ulteriori proposte. Le quali hanno trovato nell’esplosione degli acquisti online dell’ultimo lockdown, un assist indiretto al loro proliferare.

Le proposte della task-force di Colao

Le ultime idee giunte sono quelle contenute nel rapporto guidato dalla task-force di Vittorio Colao, l’ex manager di Vodafone. Tra i suggerimenti in materia di cash, uno verte sulla regolarizzazione del “contante in nero” posseduto e non dichiarato. Una seconda consiglia al Governo di promuovere un’iniziativa presso le Istituzioni UE al fine di mettere fuori corso le banconote di grosso taglio. Quelle da 200 e 500 per intenderci. Infine c’è quella sulla quale di più si stanno sollevando i rumors e riguarda i prelievi con Bancomat sopra una certa soglia. Le opposizioni di maggioranza hanno parlato in proposito di “ipotesi folle” e, addirittura, “da ricovero”. Tra gli emendamenti al decreto Rilancio, depositati dai partiti di opposizione, vi sono quelli che propongono l’eliminazione di qualsiasi tetto all’uso del contante. Altri invece chiedono la proroga di 12 mesi prima dell’entrata in vigore dei limiti previsti con l’ultima legge di Bilancio.

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Ricordiamo che dal 1° luglio 2020 il tetto massimo al cash scenderà a €1.999. Mentre dal 1° gennaio 2022 il tetto scenderà addirittura a 1.000 euro.

Guerra al contante per fare posto a carte di credito e pagamenti digitali

La “spinta” all’uso delle carte elettroniche non è detto che aiuterebbe a combattere le transazioni in nero. E quindi l’evasione fiscale. Di certo, afferma la Banca d’Italia, darebbe una grossa mano a ridurre i “costi di produzione e gestione” delle  banconote in carta, che costano sulla collettività. L’incentivo ai pagamenti elettronici, afferma, potrebbero infatti portare benefici per tutti pari a 7 miliardi di euro. Ossia meno dei costi in più (le commissioni) che saremmo tenuti a pagare sostituendo il cartaceo con l’elettronico.

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