Green Pass e no vax tra Costituzione e prassi applicative

Con il recente voto di fiducia il Governo ha incassato il placet parlamentare all’estensione del Green Pass.

In questo articolo intendiamo sottoporre alcuni aspetti di questa normativa al vaglio di principi costituzionali, ma anche evidenziare come le prassi applicative possano spesso comportare che norme e principi poi rimangono puramente teorici. Ci poniamo quindi una serie di interrogativi.

“HYCM”/
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La sospensione dal lavoro per chi non ne è munito è costituzionale?

I famosi medici che si propugnano no vax possono essere effettivamente sottoposti a sanzione disciplinare?

E le funzioni di un parlamentare possono effettivamente essere condizionate da norme che potrebbero impedirne l’esercizio?

Ma procediamo con ordine, cominciando dal tema lavoro.

Sospensione da lavoro: è costituzionale?

Chi si reca al lavoro senza dotarsi di Green Pass, salvo giustificazione medica, verrà lasciato a casa senza stipendio dopo un certo lasso temporale.

Ci domandiamo se, effettivamente, sia costituzionale.

La risposta è no quanto meno secondo tutti coloro che stanno predisponendo ricorsi in tal senso.

Non posso, per ovvi motivi di privacy, fare nomi e citare situazioni specifiche, ma sono al corrente di legali che stanno predisponendo alcuni ricorsi. Ricorsi a tutela di lavoratori che non intendono essere sospesi e restare a casa senza stipendio, a fronte della decisione di non eseguire tampone o sottoporsi a vaccinazione.

La strategia sarebbe sostanzialmente la seguente.

Si impugna il provvedimento, adducendone la palese incostituzionalità.

Poi, in sede giurisdizionale, si provvederà a sollevare questione di incostituzionalità, da devolvere alla Consulta.

Intanto, si pensa di presentare istanza di sospensione del provvedimento.

A prescindere dalla fondatezza o meno della questione di incostituzionalità delle norme che stabiliscono la sospensione dal lavoro, occorre dire che, dal punto di vista della linea difensiva, la cosa potrebbe anche funzionare.

Vista l’estensione del periodo emergenziale sino alla fine di dicembre, non è detto che tali misure vengano riprese ed intanto la misura potrebbe essere sospesa dal giudice.

Green Pass e no vax tra Costituzione e prassi applicative

Quanto alla fondatezza della ipotesi di incostituzionalità, occorre richiamare la tesi, condivida da molti, che imporre un Green Pass equivale a stabilire surrettiziamente un obbligo di sottoporsi a vaccino o a tampone.

Molto dipende, quindi, dall’interpretazione della espressione trattamento sanitario, contenuta in Costituzione, e che la stessa dichiara non obbligatorio, se non per disposizione di legge.

Secondo una certa ermeneutica, dovrebbe intendersi con tale espressione qualsiasi pratica volta alla terapia, alla prevenzione o alla diagnosi.

Il trattamento sanitario non viene infatti indicato, in Costituzione, come intervento necessariamente di tipo terapeutico.

Pertanto, in senso lato, potrebbe anche significare qualsiasi pratica relativa all’ambito sanitario.

Conseguentemente, non essendovi obbligo di legge di sottoporsi a tampone o a vaccinazione, ne dovrebbe conseguire anche l’incostituzionalità del provvedimento di sospensione dal lavoro, per assenza di relativo certificato.

Ma, anche a voler dare una interpretazione più ristretta all’espressione trattamento sanitario, non pare potersi escludere una interpretazione comunque in via analogica. Un’interpretazione che ricomprenda anche trattamenti non terapeutici, ma preventivi e diagnostici.

A quanto pare, la giurisprudenza sinora disponibile, su casi analoghi, non concorda con questa interpretazione, ma non tutti i giudici la pensano allo stesso modo, e quindi si aprono scenari diversi.

Alcuni infatti ritengono che la normativa imponga, invece, proprio un obbligo alternativo. A scelta del lavoratore, sussisterebbe quindi già obbligo normativo di vaccinazione o di test. A quel punto la sospensione altro non sarebbe che una conseguenza della sua inosservanza.

I medici no vax possono essere effettivamente radiati?

Anche per tale quesito, si deve considerare un duplice aspetto, il merito giuridico della questione, ma anche, a prescindere dal primo, la concreta prassi applicativa.

In punto di diritto si potrebbe osservare che ogni medico esercita in scienza e coscienza, il che potrebbe rimandare ad un ambito valutativo discrezionale. Ambito che parrebbe comunque sottratto all’azione disciplinare delle commissioni e degli ordini professionali.

Ma, ancora una volta, è la concreta prassi applicativa che fornisce una più precisa risposta.

Come nel caso del personale sospeso dal lavoro, è la possibile sospensione, a sua volta, di tale provvedimento, a indicare una risposta fondata su una certa probabilità che le cose vadano in un certo modo, così avviene per i medici.

In questo caso, il medico che abbia comunque subito una sanzione disciplinare, compresa la radiazione, da parte dell’ordine cui appartiene territorialmente, può sempre far ricorso ad una commissione centrale per le professioni sanitarie per impugnare tale decisione.

Si dà il caso, però, che tale commissione sia ingolfata di arretrati che risalgono a due/tre anni fa.

Pertanto, quando poi venisse ad essere discusso il caso in questione, probabilmente il virus avrebbe probabilmente già cessato di circolare. E magari certi medici, nel frattempo, potrebbero già essere in pensione.

Parlamentari: è costituzionale impedire l’accesso qualora senza Green Pass?

Quella del parlamentare è una funzione fondamentale in ogni democrazia.

Cosa succede se si limita il suo esercizio mediante disposizioni di legge che condizionano l’accesso al possesso del Green Pass?

La questione potrebbe riguardare anche la possibilità di funzionamento delle aule parlamentari. Qualora, ad esempio, un certo numero di parlamentari non potesse accedere per assenza del Green Pass, potrebbe anche venire meno la maggioranza richiesta per i lavori parlamentari, e quindi cosa si farebbe?

Si deciderebbe lo scioglimento del parlamento, per indire nuove elezioni?

Ma pensiamo all’ipotesi che un certo numero di parlamentari non possa accedere, facendo venir meno la attuale maggioranza di Governo.

Anche se la cosa pare improbabile, visto che è la stessa maggioranza che ha approvato le recenti norme proprio sul Green Pass.

Ma ipotizziamo quanto sopra indicato. L’esecutivo rischierebbe quindi di cadere, a fronte dell’accesso non consentito ad un certo numero di parlamentari, se facenti parte della maggioranza.

Pertanto il Green Pass rischia anche, da questo punto di vista, di alterare pesantemente il normale esercizio delle prerogative parlamentari, sino a poter arrivare ad impedire il normale svolgimento dei lavori ed a mettere in crisi un Governo.

Pensiamo, del resto, a quante garanzie ii costituenti hanno pensato, proprio per consentire, invece, una effettiva e piena estrinsecazione delle funzioni parlamentari, anche con diritti non previsti per gli altri cittadini.

Qualche dubbio, quindi, sulla costituzionalità anche di tale aspetto, viene sicuramente in mente, a proposito di “Green Pass e no vax tra Costituzione e prassi applicative”.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

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