Green Pass al via fra 48 ore Draghi scioglie gli ultimi dubbi col DPCM

Il Premier Mario Draghi ha firmato il DPCM che da venerdì rende il Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro in tutta Italia. Mentre il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha chiuso definitivamente, con un secco rifiuto, la polemica sulla richiesta di tamponi gratuiti avanzata dal fondatore dei Cinque Stelle Beppe Grillo. Una app aiuterà le imprese a rilevare chi è in possesso del certificato. Si attendono altre proteste nei prossimi giorni, come quelle andate in scena ieri a Trieste. Vediamo gli ultimi aggiornamenti con la Redazione Attualità di ProiezionidiBorsa. Comunque, chi risulterà sprovvisto di Green Pass sarà allontanato finché non presenterà un documento idoneo. Risulterà assente ingiustificato: quindi niente stipendio, niente contributi, niente calcolo delle ferie anche ai fini dell’anzianità di servizio.

Green Pass al via fra 48 ore Draghi scioglie gli ultimi dubbi col DPCM

I controlli, a tappeto o a campione, riguarderanno almeno il 20% dei dipendenti. Il datore di lavoro potrà richiedere il Green Pass in anticipo, ma non più di 48 ore prima dell’inizio turno. Le aziende non potranno archiviare il QR code, spiega il garante della Privacy. Per gli smart workers non c’è l’obbligo di Green Pass. Ma nessun potrà scegliere i lavoratori da remoto soltanto tra quelli sprovvisti di certificazione verde. Chi sarà trovato al lavoro senza Green Pass rischia una sanzione da 600 a 1.500 euro. Per il datore di lavoro che non avrà controllato il lasciapassare dei dipendenti, la multa andrà da 400 a 1.000 euro. Nelle aziende con più di 15 dipendenti il lavoratore senza pass non potrà essere sostituito. Nelle imprese con meno di 15 lavoratori si potrà inserire un lavoratore temporaneo fino a 20 giorni. Il datore di lavoro deve segnalare il caso alla Prefettura.

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Sanzioni e comunicazioni alla Prefettura per i lavoratori sospesi

Green Pass al via fra 48 ore Draghi scioglie gli ultimi dubbi col DPCM. Ecco alcuni dubbi sciolti nelle ultime ore. Le regole sulla sanificazione non sono superate. I clienti non sono tenuti a verificare il Green Pass di tassisti o conducenti di auto a noleggio. Parrucchieri, estetisti e operatori de servizi alla persona devono controllare il Green Pass dei dipendenti, ma non devono richiederlo ai clienti. I clienti non sono tenuti a chiederlo nei negozi. I lavoratori temporanei saranno verificati sia dalla società di somministrazione che dall’azienda dove lavorano. Sono soggetti a controllo tutti i lavoratori autonomi e anche chi presta volontariato. Coloro che, per comprovati motivi di salute, non possono effettuare il vaccino contro il Covid 19, dovranno esibire un certificato contenente l’apposito “QR code” in corso di predisposizione. Il personale esente, previa trasmissione della documentazione sanitaria al medico competente – non potrà essere soggetto ad alcun controllo.

Lombardia, Lazio e Veneto le regioni più virtuose

Intanto dal ministero della Salute arrivano i dati sulla diffusione dei Green Pass in tutta Italia. Sono per ora 70 milioni i certificati emessi a seguito di una vaccinazione, tra le regioni più virtuose spicca la Lombardia con 16, 5 milioni di certificati. Seguono Lazio e Veneto, poi Campania, Emilia-Romagna e Piemonte. Buon riscontro anche in Sicilia nonostante i ritardi: sono 6,6 milioni le vaccinazioni effettuate sull’isola. Sono 20 milioni i Green Pass scaricati dopo un tampone. Vanno rinnovati di continuo visto che scadono dopo due o tre giorni in base al tipo di test. Sono 2 milioni invece i certificati di coloro che sono guariti dal Covid. I datori di lavoro possono richiedere una verifica anticipata del Green Pass in caso di specifiche esigenze. Chi è in attesa di rilascio, può avvalersi dei documenti rilasciati da strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori, dai medici e dai pediatri.

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