Grecia: l’Europa per il momento non stacca la spina

La Banca Centrale Europea, per il momento, non stacca la spina alla Grecia mantenendo invariato il tetto della liquidità di emergenza (ELA), ma al contempo alzando l’haircut sui titoli greci. Il clima attendista di Draghi è rivolto agli appuntamenti di oggi con eurogruppo e eurosummit dove la Grecia dovrà presentare le nuove proposte ai creditori internazionali e placare gli animi sempre più inquieti dei partner europei.

Tuttavia, nonostante l’esito referendario ellenico che ha sancito la vittoria del No, il primo ministro Tsipras ha contribuito a smorzare i toni rimuovendo Varoufakis e sostituendolo con il capo negoziatore della delegazione di Atene Tsakalotos, ugualmente marxista, ma dalla formazione più anglosassone e decisamente più apprezzato a livello europeo.


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Saranno ore cruciali per il destino dell’Eurozona e dell’Unione Europea che si ritrova ad un vero e proprio bivio: la questione ellenica infatti ha contribuito a scoperchiare il vaso di Pandora delle contraddizioni europee e rischia di far collassare l’intero sistema, soprattutto dal punto di vista politico, prima ancora che finanziario. I mercati tuttavia aprono la giornata odierna in netto rialzo dopo il tonfo di ieri che non è risultato accentuato come quello dell’apertura della scorsa settimana: segnale che non c’è panico sui mercati e che, almeno dal punto di vista finanziario, l’Europa continua a mantenere la sua solidità.

Sul fronte mediorientale sono da notare i progressi fatti anche grazie all’alto commissario europeo Mogherini sul tema dell’accordo sul programma nucleare iraniano che sembra ora più vicino. La conseguenza diretta di sblocco delle sanzioni ha creato un impatto quasi immediato sulle quotazioni del greggio con il WTI che scende in area 53.0 dollari/barile proprio per le prospettive di sblocco di 1 milione di barili al giorno che potrebbero inondare il mercato con l’inizio del prossimo anno infierendo anche un duro colpo allo Stato Islamico che commercia il greggio iraniano e iracheno.

 

Market Movers

Alle 10:30 nel Regno Unito il dato sulla produzione industriale è atteso in calo a -0.2% dallo 0.4% della lettura scorsa. La produzione manifatturiera dovrebbe vedere un aumento a 0.1% dal -0.4% precedente.

Alle 12:00 in Europa riunione dell’eurogruppo.

Alle 14:30 in Canada il dato sulla bilancia commerciale dovrebbe mostrare una progressione a -2.50 miliardi dai -2.97 miliardi della rilevazione precedente.

Alle 14:30 negli Stati Uniti il dato sulla bilancia commerciale è atteso a -42.60 miliardi dai -40.90 miliardi della lettura scorsa. Alle 16:00 il sondaggio JOLTs sul turnover del mercato del lavoro dovrebbe mostrare una lieve flessione a 5.350 milioni di unità dai 5.376 milioni della lettura precedente.

Alle 18:00 in Europa riunione dell’eurosummit.

 

EURUSD

La moneta unica apre la giornata in area 1.0980 in netto ribasso rispetto ai livelli di chiusura della sessione asiatica e decisamente sotto i massimi di ieri in area 1.1070. Pesano ovviamente le tensioni in Grecia con la partita che si avvia alla conclusione, ma anche il crollo dei mercati asiatici con la Cina che cerca di arginare, con scarso successo, il declino delle titoli azionari domestici. Forte attesa anche per i dati sul mercato del lavoro statunitense e sulla bilancia commerciale degli Stati Uniti oltre ovviamente agli appuntamenti focali di eurogruppo ed eurosummit che, ragionevolmente, contribuiranno ad un sensibile aumento della volatilità.

 

GBPUSD

Sale la produzione industriale e scende quella manifatturiera con un effetto nullo sulle quotazioni della sterlina inglese che, dopo la sessione asiatica all’insegna del recupero del biglietto verde fino a 1.5540, prosegue nel suo percorso laterale poco sotto il livello chiave a 1.5550. L’attesa è tutta per i dati americani del pomeriggio e dell’esito di eurogruppo e eurosummit.

 

USDJPY

Il sensibile recupero del biglietto verde ha avuto un impatto piuttosto minoritario sullo yen giapponese che apre la sessione europea in area 122.80, dopo aver testato durante la notte il livello 122.50. Il declino dello yen non è stato così marcato come avrebbe fatto presagire la performance dei listini nazionali con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che accelera chiudendo a +1.31%: infatti la quotazione della divisa nipponica tiene bene soprattutto per il suo appeal di valuta rifugio che limita le perdite e mantiene il rapporto tra biglietto verde e yen ben ancorato sotto 123.0.

Emanuele Rigo

Ava Trade

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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