Grazie Europa: il patto di stabilità rinviato al 2023

Adesso Draghi propone una vera alternativa economica.

Questo rinvio è soltanto una boccata di ossigeno per un’economia, come quella italiana, che sta uscendo da una crisi economica che non si vedeva dal dopoguerra.

Il rinvio, soltanto, di ulteriori 12 mesi prima di rientrare nei parametri di bilancio europei, potrebbe essere una vera mazzata per la ripresa economica nazionale.

Questo rinvio non è sufficiente e non può risolvere le problematiche legate alla crisi economia scatenata sia dalla pandemia sia da inadeguati provvedimenti governativi.

Il rinvio del patto di stabilità all’anno 2023 permetterà ai Paesi maggiormente indebitati di avere altri 12 mesi di tregua, ma poi?.

Probabilmente ci saranno ulteriori rinvii del patto di stabilità ma i Paesi europei con minor debito statale come la Germania e l’Olanda non intendo proseguire su questa strada.

Grazie Europa: il patto di stabilità rinviato al 2023

Tutto questo però non può e non deve bastare.

I problemi del debito statale dell’Italia erano già gravi prima della pandemia, figuriamoci adesso che il governo ha costantemente finanziato i vari provvedimenti sempre in deficit, alcuni dei quali senza senso.

Le regole di bilancio Europeo possono o devono cambiare?

Le richieste fatte da alcune parti politiche nei vari anni passati, adesso sono diventate una richiesta prioritaria anche per il nostro attuale Premier.

Lo stesso Prof. Draghi lo ha detto chiaramente:

“le regole di bilancio devono cambiare”, “…erano inadeguate prima e lo sono ancor di più per una economia in uscita da una pandemia”.

Parole veramente chiare che non lasciano ombra di dubbio alcuno.

Mai prima di adesso si era espresso in questo modo, in particolare verso la dirigenza UE.

Il tono diplomatico del professore è stato abbandonato, tutto questo per fare maggiore chiarezza sulla sua posizione verso i provvedimenti economici da prendere.

Per contrastare gli effetti della pandemia ci vuole solo la ripresa.

Il vero problema al debito statale è, come sempre, l’aumento significativo e costante del PIL nel corso del tempo.

Draghi ha proposto la sua ricetta economica:

“Nei prossimi anni dovremo concentrarci soprattutto su un forte rilancio della crescita economica, che è anche il modo migliore per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici”.

Quindi la ripresa economica sarà una priorità assoluta.

Finalmente una voce fuori dal coro?

Con queste richieste, forse anche il patto di stabilità europeo potrà nel futuro essere rivisto?

Le forze politiche che chiedevano minor tassazione e minore rigore estremo nei conti pubblici, ben sapendo che di troppo rigore si può morire di fame, venivano viste come forze politiche antieuropee, si può dire questo di Draghi?

Speriamo che il monito del Presidente del Consiglio non cada nel vuoto e che in Europa non si voglia deprimere una ripresa economica che sta cercando di riprendersi dopo una catastrofe. Insomma grazie Europa per il patto di stabilità rinviato al 2023.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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