Grazie a questa divertente attività fisica indicata anche dai 50 anni potremmo prevenire l’Alzheimer e la demenza mantenendo il cervello e fisico attivi

Ormai è dato acquisito che, allo stato attuale, non ci sono farmaci che debellino l’Alzheimer ma è, però, possibile la diagnosi precoce e la prevenzione. La Fondazione Veronesi indica che, per una buona prevenzione, oltre alla dieta occorre badare anche a praticare sport. Una ricerca condotta dell’Albert Einstein College of Medicine avrebbe rilevato una stretta connessione fra il ballo e il ridotto rischio di demenza. Vediamo nel dettaglio questo studio.

Grazie a questa divertente attività fisica indicata anche dai 50 anni potremmo prevenire l’Alzheimer e la demenza mantenendo cervello e fisico attivi

Lo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha preso in esame oltre 460 persone di età fra i 75 e gli 85 anni senza alcuna manifestazione di malattia neurodegenerativa. L’indagine è durata ben 21 anni e ha comportato la somministrazione di diverse attività ricreative da svolgere. Tali attività sono state suddivise fra cognitive (come ad esempio giocare a carte o fare cruciverba) e fisiche (come ad esempio nuoto o ciclismo).

Gli individui del campione sono stati sottoposti ad un test di valutazione cognitiva che si utilizza per valutare la presenza del morbo, sia all’inizio sia al termine dell’indagine. Ebbene l’attività che si è rivelata avere più benefici sarebbe stato proprio il ballo con una riduzione del rischio di sviluppare l’Alzheimer del 76%. Come precisato dal direttore della ricerca statunitense, lo studio non dimostra alcun rapporto di causa ed effetto. Non si può dire che il ballo abbia impedito la demenza. Si può però dire che il ballo è associato a un ridotto rischio di sviluppare demenza.

Quale scegliere?

Ballare quindi non solo fa bene al fisico mantenendo i muscoli tonici ma anche al cervello, secondo quanto emerso da diversi studi. Quale tipo di ballo però sarebbe più adatto? In realtà non c’è un ballo più o meno adatto, la scelta avviene sul proprio gusto personale. Ad esempio i signori, oggetto d’indagine dell’Albert Einstein College of Medicine, hanno seguito corsi di foxtrot. L’effetto benefico sul cervello starebbe nel memorizzare le sequenze di passi e poi metterli in pratica, secondo quanto ipotizzato da alcuni dei ricercatori. Queste due caratteristiche sono proprie di tutti i generi dal classico valzer ai balli latini. La Royal Academy of Dance già da qualche anno ha istituito, la sezione Cigni d’Argento con allievi che rigorosamente abbiano giá spento le cinquanta candeline.

Grazie a questa divertente attività fisica potremmo davvero ridurre il rischio di demenza. Ballare quindi fa bene ad ogni età.

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