Gran Bretagna batte Germania: Draghi ascolta

Stiamo parlando di dati macro non di una partita di calcio, ove, come saprete, la Gran Bretagna si divide…

Scherzi a parte i dati di oggi non sono confrontabili di per sé ma ancora una volta confermano un trend. Forte crescita in UK rallentamento in vista in Germania.
In “teutonia” infatti l’indice dei prezzi all’ingrosso ha segnato uno zero assoluto bel al di sotto del +0.5% mensile atteso.
Come dire che dopo l’industria anche il commercio segna il passo.

“HYCM”/
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In Gran Bretagna invece raffica di segni verdi con tutti i dati macro -economici di giornata a battere le attese: in particolare da rilevare le vendite al dettaglio che sono indicatore classico e conclusivo per comprendere lo stato di salute dell’economia delle famiglie. Ebbene  su base annuale si è registrato un ragguardevole +3.5% VS +3.0% del consensus e su base mensile un +0.7%  vale a dire più del triplo del +0.2% atteso.

Insomma i sudditi di Sua Maestà paiono tutt’altro che una nazione in difficoltà e pieni di timori per essersi allontanati dall’Europa. Anzi.

In Germania invece questo susseguirsi di dati , diciamo, titubanti, apre le porte a due scenari.
Il primo è che catalogando questi dati come semplice rallentamento si voglia spingere la BCE ad alzare i tassi primo per segnalare ai mercati che con un inflazione sulla soglia della deflazione è giusto che la BCE si rimetta nelle condizioni di avere a disposizione nuovi margini sui tassi di interesse.
Il secondo invece, vede le “colombe” europee preoccuparsi per questi segnali di incertezza e favorire Draghi in un mantenimento del QE che possa sostenere vieppiù le aziende da agevolare ancora a lungo con tassi di interesse vicini allo zero.

E’ scontato che Draghi , ormai vicino al termine del suo mandato dovrà fare molta attenzione a come si muoverà.
Potrebbe essere che al dunque la scelta più abile sarà quella di non fare assolutamente nulla e restare sul generico anche nelle dichiarazioni. Insomma per qualche mese ancora i mercati potrebbero contare su un approccio morbido della BCE.

Basterà per evitare il tracollo di cui in questi giorni stiamo assistendo ai preparativi?

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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