Gli italiani mangiano riso, i produttori si leccano i baffi

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Gli italiani hanno acquistato tanto riso nel primo semestre 2020 facendo registrare un aumento del 16%.

La Coldiretti ha preso in esame i dati Ismea addivenendo a questa ipotesi: gli italiani mangiano riso, i produttori si leccano i baffi. La vendita di riso registrata nei primi sei mesi è dovuta al lockdown. Le famiglie nel periodo di emergenza hanno fatto incetta di pacchi di riso per paura. Il cereale durante questo arco di tempo è stato  oggetto di una vera e propria guerra commerciale. Alcuni Stati per garantire le forniture alimentari ai propri connazionali hanno limitato l’esportazione. Oggi in Italia partono le prime trebbiature nonostante gli ultimi eventi climatici che hanno distrutto i campi.

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Italia primo produttore europeo

L’Italia nonostante vari fattori negativi si conferma primo produttore europeo di riso. Il cereale viene coltivato da 3 mila aziende agricole su 228 mila ettari di terreno. Le aziende raccolgono 1,5 milioni di tonnellate di riso all’anno. Con questi numeri l’Italia copre il 50% della produzione degli Stati europei.

Per non parlare poi dell’alta gamma e delle molteplici varietà che vengono coltivate sui nostri campi. L’80% della produzione avviene tra Piemonte e Lombardia ma la coltivazione è presente anche in Veneto, Emilia, Toscana, Sicilia e Sardegna. Il riso d’Italia ha un elevato contenuto di amido e consistenza e ci sono particolari chicchi che hanno ottenuto l’Indicazione Geografica Protetta, facendo la storia della risicoltura italiana. Intorno alle risaie Made in Italy ci lavorano circa 10 mila famiglie.

La minaccia dall’estero

Il riso proveniente dall’Asia ha messo spalle al muro la produzione italiana perché ha saturato il mercato. Una concorrenza sleale proveniente soprattutto dal Myanmar (la ex Birmania). Questo Stato ha aumentato del 44% le esportazioni di riso di varietà Japonica in Italia.

La stessa minaccia arriva dal Vietnam. Le importazioni sono cresciute del 17%. Una quota destinata a salire ulteriormente per colpa l’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio con la UE. Questo accordo va comunque rivisto per difendere il Made in Italy. A breve nella nostra Nazione arriveranno dal Vietnam a dazio zero 80 mila tonnellate di riso lavorato, semilavorato e aromatico. Quindi, concludendo possiamo dire che gli italiani mangiano riso, i produttori si leccano i baffi.

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