Gli indici americani stanno veramente aggiornando i loro massimi storici?

L’Editoriale di DIABOLIK

Guardando il grafico seguente, alla domanda del titolo “Gli indici americani veramente stanno aggiornando i loro massimi storici?” anche un bimbo risponderebbe “Certo che sì! Anzi ti dirò che sono circa il 30% sopra i famosi (famigerati per chi pensava ad una salita infinita e ci ha rimesso i soldi)  massimi del 2000 e del 2007!”. Ma che bimbo preparato ed intelligente, esclamerebbe la massa delle persone.

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In realtà le cose stanno diversamente…

S&P500 IndexIncominciamo con un’altra domanda “Chi guadagnava di più il padre nel 1957 con uno stipendio di 5000$ o il figlio con uno stipendio di 18000$ nel 1987?”

A questa domanda il bimbo sveglio di prima potrebbe avere qualche difficoltà a rispondere, mentre la massa delle persone (che quotidianamente va comprare i beni necessari per vivere) direbbe che bisognerebbe tener conto dell’inflazione che causa un aumento dei prezzi e, quindi, una perdita del potere di acquisto.

Risposta esatta!

Come si fa a tener conto dell’impatto dell’inflazione? Si utilizza il Consumer Purchase Index (ne esiste uno per ogni nazione) il cui andamento storico dal 1871 è mostrato nel grafico seguente (fonte il libro Irrational Exuberance  del premio Nobel Robert Shiller)

CatturaUtilizzando questo indice è possibile confrontare in maniera omogenea il valore del dollaro in due periodi diversi. Si definisce, quindi, il DOLLARO COSTANTE che tiene conto dell’effetto dell’inflazione attraverso la seguente formula

CatturaPer rispondere alla domanda precedente “chi guadagna di più tra padre e figlio?” possiamo dire che 5000$ del 1957 sono equivalenti a 19501.78$ del 1986  o che 18000$ del 1986 equivalgono a  4614.96$  del 1957.

In ogni caso la risposta è sempre la stessa “Il potere di acquisto del padre è superiore a quello del figlio!”

Se l’inflazione, o il suo indicatore CPI, sono così importanti per confrontare il potere di acquisto in epoche diverse, perché non applicare lo stesso ragionamento agli indici di borsa?

Sempre utilizzando come fonte Robert Shiller, l’andamento dell’indice S&P500 aggiustato per l’inflazione diventa come mostrato nel grafico seguente

CatturaAndiamo ora ad analizzare alcuni periodi più da vicino.

CatturaDal grafico precedente notiamo che il mercato dopo aver segnato massimi importanti seguiti da correzioni altrettanto importanti, prima di segnare nuovi massimi storici ha bisogno di un po’ di tempo per averne ragione. Basta guardare cosa è successo sui mercati quando sono venuti a contatto con i massimi storici precedenti (linee rosse). C’è stato bisogno di qualche anno prima di averne ragione e partire di slancio verso nuovi massimi (frecce verdi). Possiamo dire che l’attesa è stata ampiamente ripagata.

Andiamo ora a fare uno zoom della regione indicata dalla freccia rossa verticale.

CatturaNotiamo che dopo una lunga galoppata al rialzo seguita alla rottura dei massimi storici del 1929, le quotazioni hanno segnato un primo massimo (freccia rossa a sinistra) segutio da una correzione (freccia verde)  e successivo tentativo di rottura del massimo precedente (freccia rossa a destra). Rottura che c’è stata, ma immediatamente negata con conseguente tracollo dei mercati di oltre il 60%.

Avendo osservato e studiato la storia veniamo ai giorni nostri.

CatturaTornando alla nostra domanda iniziale “Gli indici americani veramente stanno aggiornando i loro massimi storici?” dal grafico precedente è evidente come, tenendo conto dell’inflazione, l’S&P500 sia in prossimità dei massimi del 2000, ma non li ha ancora superati!

Siamo, quindi, ad un punto nodale della storia dei mercati finanziari: le quotazioni sono in prossimità di massimi storici, cosa accadrà?

La storica ci insegna che in questi casi si assiste sempre ad un rallentamento della salita delle quotazioni. Quasi come se i tori dovessero prendere forza prima di sferrare l’attacco finale. E’ nei fatti, quindi, che ci possa essere dei ritracciamenti, ma una volta superato il massimo (come successo con i massimi del 1929 negli anni ’50 e del 1970 negli anni ’80) si parte per rialzi stratosferici.

Quello che non dovrà succedere è che si assista ad una rottura dei massimi del 2000 e che venga immediatamente negata. A quel punto potrebbe ripetersi quanto accaduto negli anni ’70 ed evidenziato in precedente.

Concludiamo dicendo che dobbiamo avere la consapevolezza di star vivendo un momento storico importantissimo dei mercati. Quello che accadrà condizionerà l’andamento dei mercati per almeno un quinquennio!

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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