Gli esercenti dicono no ai buoni pasto. 3 milioni di lavoratori in bilico

Gli esercenti dicono no ai buoni pasto. Quasi tre milioni di lavoratori italiani rischiano di non poter più utilizzare i buoni pasto in ristoranti, pizzerie, bar e supermercati. Un milione di essi è costituito da lavoratori pubblici che a breve potrebbero vedersi rifiutare il pagamento con i ticket. L’attuale sistema dei ticket risulta gravemente vessato da oneri finanziari e dal ritardo con cui gli esercenti ricevono i pagamenti. Ai titolari di ristoranti, bar, pizzerie i buoni pasto arrivano a costare quasi un terzo del loro valore nominale. Di qui la richiesta di una rivisitazione radicale del meccanismo sotteso all’emissione dei ticket che in un anno ammontano a 500 milioni.

Gli esercenti dicono no ai buoni pasto

Gli esercenti si schierano contro l’accettazione dei buoni pasto. Fipe Confcommercio, Federdistribuzione, Ancc Coop, Confesercenti, Fida e Ancd Conad denunciano l’insostenibilità economica del sistema. La situazione è divenuta economicamente svantaggiosa a causa delle gare allo sconto massimo e del continuo aumento dei ribassi. Volendo dare voce ai numeri, si consideri che nelle gare Consip lo sconto raggiunge il 20%, ma arriva a sfiorare anche il 23%. Tradotto in soldoni, a fronte di un valore nominale di 10 euro, la società emettitrice di buoni per gli enti della Pa riceverà solo 8 euro. Il danno non ricade solo sulle società che erogano i buoni, ma ha un precipitato negativo sui titolari di pizzerie e ristoranti.

Un sistema penalizzante

Questi esercenti sono difatti tenuti a pagare il canone per il noleggio del Pos atto all’accettazione dei ticket e una fee per ogni transazione. Se poi a ciò aggiungiamo i tempi biblici che intercorrono per la liquidazione del saldo, la loro protesta suona plausibile.

La mala gestio del sistema innesca un circolo vizioso che penalizza decine di migliaia di piccole attività insieme alle società di distribuzione di piccola e grande dimensione. Il 5 febbraio scorso il 90% dei rappresentati di ristoranti e supermercati si è rivolto al Mise e al Ministero del Lavoro e ha chiesto di avviare un’azione riparatrice. Nello specifico, l’Anseb ha richiesto che venga implementata la trasparenza del mercato e che venga istituita una commissione nazionale.

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