Gli effetti della pandemia penalizzano la carriera al femminile

Gli effetti della pandemia penalizzano la carriera del 47% delle donne che lavorano in home working, soprattutto nel settore tecnologia. Il Covid 19 ha costretto molte aziende ad adottare il lavoro a distanza, in tutti i settori produttivi e anche nella Pubblica Amministrazione.

Ciò ha prodotto un cambiamento generale della mentalità di molte organizzazioni. Di recente sono state condotte varie indagini sul lavoro da remoto. Ma il report “Women in Tech” di Kaspersky, evidenzia come i potenziali vantaggi dell’home working per le donne siano stati in qualche modo oscurati.

Ecco alcuni temi suggeriti dagli Esperti di ProiezionidiBorsa per riflettere sul da farsi. Forse in azienda si chiederà di scegliere: si vuol tornare in ufficio o si preferisce restare a casa.

La quotidianità incide sulla produttività

Gli effetti della pandemia penalizzano la carriera al femminile. Da marzo 2020 il 44% delle donne italiane del settore tech ha dichiarato di aver fatto molta fatica a diversificare tra lavoro smart e vita famigliare.

Gli impegni quotidiani casalinghi influiscono molto sulla produttività. Il 66% del campione ha indicato che l’home schooling dei figli ha creato non pochi ostacoli. Il 60% delle donne ha incontrato difficoltà nel portare a termine i lavori domestici a causa del super lavoro a distanza.

L’home working richiede un forte adattamento

Per potersi occupare della famiglia, molte donne hanno dovuto adattare il proprio orario di lavoro più di quanto abbia fatto il partner. Per esempio, eliminando la pausa pranzo o l’ora di ginnastica. L’orario di lavoro più fluido ha determinato in vari casi un aumento degli straordinari (spesso non retribuiti) e dell’isolamento.

In definitiva, il 47% delle donne ha dichiarato che, nel complesso, gli effetti del Covid siano stati più negativi che positivi. Hanno ritardato piuttosto che accelerato la loro carriera in termini di scatti economici e di promozioni.

Cresce la rivalità tra dipendenti

Un trend significativo, emerso durante i mesi di pandemia, è stato evidenziato da Patricia Gestoso, vincitrice del Premio 2020 “Women in Software Changemakers”.

Patricia è membro di spicco della rete di donne professioniste “Ada’s List”. “È aumentata la coesistenza, all’interno delle aziende fra donne che lavorano in home working e quelle che si alternano tra lavoro da remoto e lavoro in presenza. Questa situazione rappresenta un’amara sfida per le donne che lavorano esclusivamente a distanza. Poiché, avendo meno accesso al top management presente in ufficio, capita che non vengano prese in considerazione. Non sono chiamate per svolgere quel tipo di incarichi che consentono di raggiungere una promozione”. Chi punta sulla carriera più che sulla famiglia, insomma, deve rientrare in ufficio, costi quel che costi.

Gli effetti della pandemia penalizzano la carriera al femminile

Solo le donne che operano già oggi in un ambiente di lavoro paritario, considerano il lavoro a distanza come il modo ideale per gestire al meglio lavoro e famiglia.

Questi esempi si hanno oggi in varie multinazionali del settore bancario e finanziario. Molte aziende hanno già fatto sapere che quando sarà possibile ripartire davvero, vorranno tenere una quota di lavoratori in smart working per risparmiare. Chi vuol dire addio al pendolarismo e chi vuol dedicare più tempo libero ai figli, insomma, deve cominciare a farsi avanti.

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