Giocare con i soldi a casa di amici è reato?

Ognuno di noi si sarà trovato, qualche volta, a giocare a carte a casa di amici. Talvolta, sarà anche capitato di puntare dei soldi per rendere il gioco più stimolante. Quindi, si ci chiede: giocare con i soldi a casa di amici è reato? Per rispondere a siffatta domanda, bisogna verificare cosa dice la legge a proposito dei giochi con vincite in danaro. Dopodiché, occorre analizzare quale sia, nel nostro Paese, la disciplina del gioco d’azzardo. Preliminarmente, occorre specificare che la legge fa un’importante differenza con riguardo al luogo in cui si gioca. Ciò nel senso che una cosa è giocare a carte, utilizzando denaro, restando in casa, altra cosa è farlo in un luogo pubblico o aperto al pubblico.

Giocare a carte con danaro

In generale, non c’è una norma che faccia divieto di giocare soldi a carte in casa con gli amici. Questo significa che si può fare una partita a tressette, poker, briscola, senza che ciò costituisca illecito. Tuttavia, un problema che si pone per tutti i giochi con vincite in denaro è di carattere fiscale. Le vincite, infatti, vanno dichiarate all’Agenzia delle Entrate, altrimenti si incorre nell’evasione fiscale (che, però, non è sempre reato). Ciò in quanto, le vincite ottenute al gioco, rientrano tra i cosiddetti redditi diversi, concorrendo alla formazione del reddito complessivo. Il problema non si pone per le vincite riportate sui siti approvati dal Monopolio di Stato, in quanto esse vengono elargite già tassate, cioè al netto di imposta. Per esse c’è, infatti, la tassazione alla fonte.

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Quando è reato il gioco d’azzardo

Secondo il Codice penale, “è punito chi, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero in circoli privati, propone un gioco d’azzardo o lo agevola. La pena prevista è dell’arresto da 3 mesi ad 1 anno e dell’ammenda non inferiore a 206 euro. La legge punisce anche chi partecipa al gioco d’azzardo, sanzionandolo con l’arresto fino a 6 mesi o con l’ammenda fino a 516 euro. In caso di condanna, è sempre ordinata la confisca del denaro esposto nel gioco e degli oggetti ad esso destinati”. Quindi, da quanto emerge dalla norma, il gioco d’azzardo costituisce reato solo se praticato in determinati posti. Essi sono: luoghi pubblici, aperti al pubblico e circoli privati.  Tuttavia, secondo il Consiglio di Stato, non è possibile organizzare tornei di poker o simili, senza l’autorizzazione della Pubblica Amministrazione. Quindi, senza regolare concessione statale, non si può giocare neppure in casa di amici, allorquando si organizzassero abitualmente tornei di carte, con l’uso del danaro.

Sicchè, il Consiglio di Stato, con sentenza del 15 maggio 2018, ha reputato che, senza concessione statale, i privati non possono praticare il poker sportivo. Ciò, allorquando sia previsto il pagamento di una posta d’ingresso e la corresponsione ai vincitori di una ricompensa, anche di natura non pecuniaria. Questo perché si tratterebbe di un’attività soggetta per legge a riserva statale, per esigenze di tutela dell’ordine pubblico. Quindi, alla domanda: giocare con i soldi a casa di amici è reato? Si risponde di si, allorquando non si trattasse di un’attività sporadica. Cioè, quando si cominciassero ad organizzare tornei a pagamento, finendo per creare un vero e proprio circolo privato. In tal modo, si ricadrebbe nel divieto generale di praticare il gioco d’azzardo in tali luoghi.

 

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