Giappone alla rincorsa. Nikkei 225 bloccato

Dopo decenni di tassi a zero e politica monetaria iper-espansiva pareva che il Giappone avesse imboccato la strada di una crescita interessante, virtuosa e soprattutto duratura.

A seguire anche il Nikkei 225 sembrava avviato se non a ritoccare ad avvicinare maggiormente gli ormai vecchissimi massimi storici rispetto a quanto ottenuto negli ultimi decenni.

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Nulla di tutto ciò, l’economia giapponese si è di nuovo impallata e, ovviamente, anche le borse locali ne stanno risentendo.

Dati macroeconomici giapponesi di giornata

Come possiamo vedere dalla tabella sottostante la BOJ ha mantenuto i tassi fermi a 0.10% e proprio non avendo praticamente margini le manovre per aiutare l’economia nipponica a ripartire dovranno essere altre.

Allo stesso modo pensare che la decisione della BOJ possa essere una anticipazione attendibile di quanto decideranno le altre banche centrali, FED in testa, nei prossimi giorni, è un anacronismo storico decisamente inattendibile.

    JPY Saldo della bilancia commerciale destagionalizzata -0,18T -0,29T -0,48T
    JPY Esportazioni (Annuale) (Dic) -3,8% -1,9% 0,1%
    JPY Importazioni (Annuale) (Dic) 1,9% 3,7% 12,5%
    JPY Saldo della bilancia Commerciale (Dic) -55B -30B -738B
    JPY Decisione sul tasso d’interesse BOJ -0,10% -0,1% -0,10%
    JPY Indice generale delle attività industriali (Mensile) -0,3% -0,4% 2,1%

Migliora la bilancia commerciale destagionalizzata ma stanno sotto le attese e non di poco sia l’import che l’export.

Tanto che il saldo complessivo della bilancia commerciale è fortemente negativo rispetto alle attese anche se molto meglio della disastrosa rilevazione precedente.

Su volumi assoluti molto più bassi però…

Così pure rimane deludente il dato sull’ indice generale delle attività industriali che se è vero che batte il consensus a -0.3% è comunque a confrontarsi col segno positivo del +2.1% di un mese fa.

Tassi fermi solo in Giappone?

In questo contesto era assai logico che la BOJ se ne stesse immobile riservandosi l’ultimo 0.10% disponibile per una eventuale fase critica.

Abbiamo detto come le manovre della BOJ non siano un riferimento per le altre banche centrali.

Quello che invece accomuna in questo momento il Giappone più all’Europa che agli Stati Uniti è propria la perduta vitalità del ciclo economico.

E questa caduta di tono è ancora più evidente perché si è innestata proprio un’ “ attimo” prima che il ciclo economico euro-nipponico potesse assomigliare a quello virtuoso in corso da tempo negli USA.

La BCE quindi bene difficilmente nei prossimi meeting potrà fare qualcosa di diverso dallo stare ferma sui tassi.
Mentre la FED, in tutt’altro contesto, a fine mese, probabilmente prenderà tempo ma non certo per emulare Tokio.

Piuttosto Bruxelles e Tokio potrebbero adoperarsi per studiare insieme mosse innovative in grado di fare ripartire le rispettive economie e a cascata indici europei e Nikkei225.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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