Germania torna in testa… per oggi

La Germania, come è messa la sua economia?

Per diverse giornate i dati macroeconomici tedeschi hanno segnato il passo. Spesso risultando inusitatamente peggiori di quelli di numerosi partners europei.

Gli Stati Uniti sono probabilmente destinati a soffrire e vedere il proprio ciclo rallentare proprio per le debolezze altrui.
Questa esperienza la Germania la sta già vivendo.
Perché va bene foraggiare i paesi dell’ Est Europa coi soldi altrui per aumentare i propri mercati…ma se gli “altrui” li indebolisci troppo poi è chiaro che al dunque il saldo complessivo peggiora.

Anche perché questi altri si chiamano Italia e Francia grandi contributori UE e stati in difficoltà per le politiche restrittive imposte all’UE da Berlino.

Politiche quanto mai stonate in questa fase, in cui persino la ridente Baviera soffre.

Tabella dati macroeconomici di giornata

    Indice dei prezzi all’Importazione tedesco (Mensile) (Nov) -1,0% -0,5% 1,0%
    Indice dei prezzi all’Importazione tedesco (Annuale) (Nov) 3,1% 3,6% 4,8%
    Rapporto della GfK sul clima fra i consumatori tedeschi (Gen) 10,4 10,3 10,4
    Rilevamento dello stato congiunturale francese (Dic) 104 103 105
    Spese dei consumatori francesi (Mensile) (Nov) -0,3% 0,0% 0,8%
    PIL francese (Trimestrale) (3° trim.) 0,3% 0,4% 0,4%
    IPP francese (Mensile) (Nov) 0,1%   0,4%
    Livello di fiducia delle aziende italiane (Dic) 103,6 103,8 104,4
    Indice della fiducia dei consumatori italiani (Dic) 113,1 114,0 114,8

Prezzi all’importazione in Germania in frenata

Dopo numerosi dati tedeschi che hanno evidenziato un rischio di inflazione in arrivo ci voleva un dato che calmierasse questo spauracchio.

E il numero giusto è arrivato dai prezzi alle importazioni usciti sotto le attese e addirittura in calo sul dato mensile nonostante le recente nuova fase di debolezza dell’euro.

Un calmante per i falchi più agitati che in nome della politica della FED invitavano Draghi a seguirne l’esempio.
Funzionari accecati dal “pericolo” inflazione con la folle, vista la enormemente diversa contingenza economica tra USA ed UE, pretesa che la BCE alzasse i tassi al più presto.

Migliora la congiuntura anche in Francia ma…

I dati sulla congiuntura battono le attese sia in Germania che in Francia per una volta a braccetto.

In Francia però preoccupala forte contrazione delle spese dei consumatori ma ancora di più il PIL trimestrale uscito con un modesto +0.3% versus +0.4%.
Considerato il precedente sempre a +0.4% Macron ha un ulteriore elemento di grande preoccupazione di cui occuparsi.
Il PIL in calo non è altro che lo specchio del disagio sociale che le mosse del governo francese hanno esacerbato.

Fiducia in calo in Italia

Come sempre diamo meno importanza ai dati sulla fiducia che si confermano quasi sempre chiavi di lettura postume rispetto agli accadimenti.

Nel pieno della diatriba tra UE e Governo italiano infatti gli stessi dati pubblicati oggi avevano battuto le attese, oggi ad accordo raggiunto escono inferiori al consensus.

Confermiamo che si tratta di dati emotivi spesso legati più a quanto già accaduto che a quanto potrà accadere.

Una smentita a tale chiave di lettura arriverà , semmai, quando dati del genere prendessero la forma di un vero trend costante.

Ma per ora non è così.

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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