Germania da locomotiva a fanalino di coda

Se escludiamo la derelitta Grecia possiamo bene dire che la Germania si sta meritando a pieno titolo l’appellativo di fanalino di coda dell’ economia europea.

Ovviamente non ci riferiamo ai valori assoluti sui quali Berlino resta al top quanto ai dati correnti rispetto alle attese.

Una serie così prolungata di numeri che deludono il consensus, anche sulle voci fondanti dell’analisi macroeconomica, soltanto la Germania la può vantare nel 2019.

Oggi manco a dirlo la nuova delusione è arrivata dagli ordinativi alle fabbriche.

Vediamo.

Ordinativi alla fabbriche della Germania: altra delusione

blankCi si può consolare con la risalita dal -2.1% precedente ma è anche chiaro che si sta consolidando una tendenza negativa.

Numeri di ordinativi in calo che si sommano ai precedenti.

Negli ultimi sei mesi è la quarta volta che le attese vengono deluse e la terza che questo importantissimo dato esce col segno negativo.

La scommessa

La scommessa di Angela Merkel e del suo entourage è che il calo evidente di quota di mercato verso l’estero venga compensato da una forte ripresa di consumi interni.

Restano però dei dubbi sul metodo molto parsimonioso di perseguire la ripresa adottato dai tedeschi.

Per esempio il brillante progetto eco fissato dalla Germania da qui al 2030 è assolutamente encomiabile.

Ma se poi per ogni euro speso puntano a farne entrare un altro aumentando le spese di alcune voci di consumo è evidente che il rischio è di produrre una somma zero.

Somma zero che significa fare ulteriori utili di bilancio ma non avere una crescita.

Nessuno pensa che le manovre disincentivanti ai consumi inquinanti siano da evitare ma il ricavato andrebbe ulteriormente investito, almeno parzialmente, a fianco di quanto programmato.

Insomma il rischio è quello di un piano molto ben congegnato sotto il profilo degli obbiettivi ma molto meno efficace dal punto di vista del rilancio economico della Germania.

Chiaramente un cambio di strategia domestica comporterebbe un automatico adeguamento dei dogmi che da sempre Berlino impone e BCE ed UE.

Proprio su questo punto si giocherà la partita…ma va detto che buona parte sarà nelle mani dei partner che dovranno fare sentire con forza la propria voce approfittando del momento di grande debolezza della Germania.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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