Galateo del picnic di Pasquetta

Per fare un buon picnic di Pasquetta, non basta preparare un ottimo menù. Bisogna anche seguire alcune regole di galateo e di comportamento che ci permettono di non rovinarci la giornata. Perché all’aperto sono in vigore non solo le regole generali della buona educazione. Va seguito anche un altro tipo di etichetta, quella ecologica.

Scelta della location

Non dobbiamo fermarci di fronte al primo ciuffo d’erba e depositarci la famiglia. Il luogo deve essere scelto con criterio.

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Non entriamo in aree private senza permesso, evitiamo luoghi troppo isolati se abbiamo con noi persone anziane. Cerchiamo un angolo di parco, bosco o pineta dove siano presenti nella giusta misura il sole e l’ombra.

Lasciamo a casa tende, gonfiabili e attrezzature da esercitazione militare. Non dobbiamo creare una cucina da campo, una camerata, una piscina e una discoteca. Se ci manca il nostro ambiente domestico, restiamo a casa. Oppure godiamo della vista, della luce e dello spazio.

Insegniamo ai figli a non creare accampamenti di cattivo gusto, magari pure sopra un formicaio. Portiamo plaid, tovaglie eleganti, cappelli di paglia, cuscini, vini in cassette di legno da usare come tavoli.

Scelta del menù

Anche il cestino del picnic deve essere farcito di educazione. Non mettiamo in imbarazzo amici e parenti con cibi difficili da mangiare seduti a terra, con coltello e forchetta.

Puntiamo alla qualità del cibo, andiamo oltre le solite frittate. Non portiamo lasagne o sformati troppo pesanti da digerire. Meglio optare per il finger food e scegliere tovaglioli e piatti di carta floreali e coordinati.

Possiamo creare dei bento asiatici con riso, pesce e verdure. Possiamo legare i sandwich con carta da forno e spago. Portiamo dei formaggi particolari, dei cestini di frutta e dei porta-vino per tenere in fresco le bollicine.

Il galateo del picnic di Pasquetta prevede, per proseguire il pomeriggio in relax e bon ton, un corredo di dolciumi e rinfrescanti centrifugate.

Galateo del picnic di Pasquetta

La musica è un toccasana se siamo da soli. Altrimenti, non tediamo il prossimo con la nostra colonna sonora o la chitarra dal vivo. Non lasciamo che gli adolescenti si mettano a urlare e a lanciarsi avanzi di panini.

Non tiriamo un pallone sulla testa degli altri: se il nostro clan non resiste alla tentazione della partita, spostiamoci. Teniamo d’occhio i nostri cani. Che sono sempre belli, intelligenti e simpatici, finché non finiscono sul plaid degli altri.

Idem per i bambini: teniamoli buoni e soprattutto a portata d’occhio. Lasciamo il luogo che ci ha accolto come l’abbiamo trovato. Se all’arrivo non era perfetto, raccogliamo con pazienza (e un paio di guanti) quel che non è nostro.

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