G7 e Trump guasta la festa! La discordia prima della tempesta?

Il G7 canadese ha dato la fotografia molto chiara del rapporto attuale tra i GRANDI del mondo di meta’ 2018, una famiglia altamente divisa, dove si discute su tutto ma si cerca una ipocrita  parvenza di unita’ e, il capo famiglia (Trump), fa veramente come gli pare, lasciando il “pranzo domenicale” prima delle decisioni importanti, per andare a un altro appuntamento…(e per poi attraverso un twitt non appoggiare più il comunicato finale)

Lavorando nel mondo della finanza negli ultimi 25 anni, ho avuto la “sfortuna” di vedere almeno tre grandi recessioni e crisi, il 1998, il 2001 e il 2007, sono le crisi che ricordo meglio perche’ le ho vissute in prima persona.

Una cosa ho imparato, che i grandi Paesi trovano magicamente accordi e politiche comuni solo quando “il sangue arriva nelle strade” e il profondo rosso alberga da mesi nei mercati!

Solo allora vengono trovati accordi rapidamente, si decidono politiche economiche e finanziarie “Non convenzionali” come i primi QE in America, poi copiati dalla Boe e dalla Bce di Mario Draghi.

Ora invece (a parer mio e non è il parere di ProiezionidiBorsa n.d.r.) ci troviamo alla fine di uno dei cicli economici e borsistici piu’ lunghi della storia finanziaria degli ultimi due secoli e queste condizioni  sembrano ancora lontane.

Sicuramente l’esplosione dei debiti pubblici con la socializzazione delle perdite delle banche nel 2008, le politiche migratorie e i nuovi recenti protezionismi commerciali sono tre grandi motivi di discussione tra i grandi della terra e possibili cause di una violenta recessione nei prossimi mesi, con un incredibile tutti contro tutti che impedisce di vedere la tempesta in arrivo?

In tutto questo l‘Italia, l’Italia del nuovo Premier Giuseppe Conte gioca suo malgrado un ruolo importante, sia per il debito pubblico cresciuto ininterrottamente anche negli anni dell’austerita’ post Monti, sia per il tema dei migranti, sia per le polemiche anti Euro e per l’auspicata ”necessaria revisione” delle politiche di deficit per rilanciare in qualche modo un’economia asfittica che negli ultimi 10 anni e’ stato il fanalino di coda della crescita dei Paesi del G7.

Piazza Affari e’ un termometro inequivocabile di tutto questo, non cresce e non crepa in una “giapponesizzazione dell’indice”  dal 2008, con un  rettangolo che ha limiti ben precisi sia in alto (23.700 punti circa), una barriera che ogni volta che viene toccata ricaccia inesorabilmente le quotazioni verso il basso, con il motivo di turno, oggi il piu’ gettonato e’ il Governo Populista!

A Bruxelles da mesi avevano avvisato che un Salvini al Governo avrebbe messo zizzannia nella UE, sia per quanto riguarda la moneta unica (basta vedere i contenuti presenti nel web di Claudio Borghi a riguardo) e in particolar modo sui temi migratori, con l’Italia ormai provata da milioni di migranti accolti in questo “decennio perduto” per il Bel Paese.

Io nel 2013 compresi questa dinamica perversa che si delineava, chiusi la Partita iva, vendetti la casa e nel giro di un anno mi trasferii con tutta la famiglia a Tenerife, perche’ avevo individuato motivi “macroeconomici e ambientali” per poter vivere meglio e cercare un luogo piu’ valido, dal mio punto di vista, per crescere i miei figli.

Non fui il primo italiano e neanche l’ultimo a trasferirsi alle Canarie (negli ultimi 3 anni l’invasione e’ stata impressionante), anche questa settimana mi e’ capitato di incontrare sempre piu’ giovani in cerca di lavoro e di speranza, investitori in cerca di sicurezza e di rendimento (ottenibile nel mercato immobiliare locale in netta e costante ripresa negli ultimi 4 anni) e cittadini pesnionati in cerca di sicurezza e di risparmio.

Concludo raccontando l’incontro con Angelo e Stefania, lui tenente dei carabinieri in vacanza con la moglie; che mi ha confessato il malessere di un servitore dello Stato, che nel giorno della festa bicentenaria dell’Arma, dopo aver letto nel web, di colleghi selvaggiamente “attaccati” a Pisa e a Roma proprio da immigrati…

Forse e’ proprio per questo che il nuovo Governo del Prof. Giuseppe Conte gode di “un’ampia maggioranza trasversale” nel Paese, il malcontento e’ veramente a livelli elevati  in tanti settori, resta da vedere quello che potra’  veramente ottenere sia a livello politico, sia a livello monetario, sia a livello fiscale…

Nel report annunciante il 2018 di ProiezionidiBorsa, a fine 2017 scrissi, “nel 2018 e’ bene prepararsi ad allacciare le cinture di sicurezza”, io penso che le turbolenze siano veramente vicine (a parer mio e non è il parere di ProiezionidiBorsa n.d.r. )!

La discordia prima della tempesta?

Dott. Riccardo Barbuti

Alternativa Tenerife

G7 e Trump guasta la festa! La discordia prima della tempesta? ultima modifica: 2018-06-10T10:46:01+00:00 da Riccardo Barbuti

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