Fusioni e opa a Piazza Affari: dopo Ubi a chi tocca?

Nella serata di ieri la sorpresa per i mercati. Intesa Sanpaolo (MIL:ISP), primo istituto di credito italiano, lancia un’Ops su Ubi Banca, quarto polo bancario in Italia.

Le operazioni in corso

Stando alle dichiarazioni dei vertici di Intesa, lo scopo dell’intero operazione è quella di rafforzare la presenza del gruppo sul territorio. Per la precisione, si tratta di un’offerta pubblica di scambio volontario: a 10 azioni Ubi Banca verrebbero corrisposte 17 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo. Una decisione che farebbe ripartire il risiko bancario dopo quanto visto nei mesi scorsi (era il maggio del 2016) tra Banco Popolare (BP) e Banca Popolare Milano (BPM). Il primo ad avvantaggiarsi di questa novità è l’intero settore finanziario che in apertura registra un generalizzato rialzo.

La situazione a Piazza Affari

Infatti a Piazza Affari dopo mezz’ora dall’apertura si registra un +0,2% sullo sfondo di un’Europa in rosso. Il podio dei best performer, neanche a dirlo, è occupato da istituti di credito. Infatti Ubi Banca, Banco BPM e Intesa Sanpaolo festeggiano rispettivamente con un +25,2% per la prima, +9,8% la seconda e 2,56% la terza. Ci sarebbe al quarto posto anche Mediobanca a +2,1%, a sua volta al centro di un altro passo che Bper potrebbe chiudere con Intesa, proprio in correlazione con l’eventuale acquisizione di Ubi. Questo a conferma della situazione di euforia. Infatti l’atmosfera fa già presagire nuove mosse nel settore. Quali saranno, infatti i prossimi colpi?

Fusioni e opa a Piazza Affari, dopo Ubi a chi tocca?

Nel panorama di fusioni e opa a Piazza Affari, dopo Ubi a chi tocca? Partiamo prima di tutto dallo stesso settore bancario oggi in fibrillazione. Il primo a muoversi è Bper che in vista di quanto sta accadendo tra Intesa e Ubi, ha deciso di varare un aumento di capitale da 1 miliardo. Lo scopo dell’aumento? Un possibile accordo con Intesa. Parallelamente, infatti si parla dell’acquisizione di un ramo di Intesa, che comprende oltre 1,2 milioni di clienti. Acquisizione che scatterebbe alla chiusura dell’accordo tra Ubi e Intesa stessa. Nelle mire di Bper ci sarebbe il rafforzamento sulla zona del Nord Italia (poco coperta da Bper e che, in caso di ok alla fusione Intesa-Ubi porterebbe ad un pericolo di sovrapposizione delle due). Inoltre per Bper ci sarebbe la possibilità di conquistare una quota di mercato superiore al 6%. Non solo, ma anche il potenziamento della rete di clienti del 40%.

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