Fusione e trasformazione di società e i presupposti per la liberazione dei soci a responsabilità limitata dalle obbligazioni il cui titolo si sia formato prima della trasformazione della società

Fusione e trasformazione di società e i presupposti per la liberazione dei soci a responsabilità limitata dalle obbligazioni il cui titolo si sia formato prima della trasformazione della società. Studiamo il caso.
Il tema degli effetti della trasformazione in società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata è disciplinato dagli art. 2498 c. c e ss. , di cui alla Sezione I del Capo X, Titolo V del codice civile.

In particolare, la disposizione di cui all’art. 2500 quinquies disciplina il profilo della responsabilità dei soci, con riguardo agli effetti della trasformazione societaria sulla liberazione dei soci illimitatamente responsabili, per le obbligazioni sociali sorte prima della trasformazione.

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Non vi è, infatti, alcun automatismo tra l’atto di trasformazione e la liberazione di soci per obbligazioni anteriori all’evento modificativo. Il legislatore ha inteso improntare le vicende modificative delle società ai principi della continuità dei rapporti giuridici e della conservazione, scolpiti entrambi dall’art. 2498 c.c.

In aderenza a tali principi, la disposizione di cui al primo comma dell’art. 2500 quinquies c.c. subordina la liberazione di soci al consenso dei creditori alla trasformazione.

Il secondo comma dell’articolo, inoltre, tipizza una presunzione di consenso dei creditori, in caso di mancato diniego dello stesso, entro il termine di sessanta giorni dalla ricezione della comunicazione avente ad oggetto la trasformazione, con mezzi idonei a garantire la prova d’avvenuta ricezione.

Segnatamente, il primo comma condiziona la liberazione di soci ad un consenso espresso; il secondo, ad un consenso implicito, desunto dal silenzio o mancato dissenso, in caso di prova d’avvenuta ricezione della comunicazione di cui sopra.

Fusione e trasformazione di società

Ciò detto, se la lettera delle disposizioni normative appare chiara, l’interpretazione della stessa e la sua applicazione ai casi concreti non è altrettanto intuitiva e richiede, spesso, interventi della Corte di Cassazione.

Di recente, l’Organo di Nomofilachia è ritornato sulla questione, con sentenza n. 13772 del 21 Maggio 2021, di rigetto del ricorso esperito per la cassazione della sentenza della Corte d’Appello, che aveva confermato quella del Giudice di prima cure.

In particolare, il ricorrente si doleva della condanna dei soci di una società venditrice di immobile, per obbligazioni anteriori alla trasformazione della stessa in S.r.l, nei confronti della parte acquirente. Obbligazioni scaturenti dal contratto di vendita, l’inadempimento delle quali ha cagionato responsabilità a titolo contrattuale e precontrattuale in capo ai soci della società alienate, prima che quest’ultima venisse trasformata in S.r.l.

Nella specie, i soci avevano taciuto delle informazioni relative allo stato dell’immobile compravenduto, senza informare la parte acquirente del fatto che esso fosse gravato da vincoli.

La sentenza di condanna dei soci della società venditrice è stata confermata anche dalla Suprema Corte, sulla base di un’interpretazione restrittiva della disposizione di cui all’art. 2500 quinquies c.c. e dei due commi nei quali essa si articola.

Interessante e degno di nota è il percorso logico-giuridico svolto dall’Organo di Nomofilachia, nella motivazione della sentenza in commento, per confermare la decisione di merito della Corte d’Appello.

La quaestio iuris oggetto del giudizio di cassazione è quella della individuazione del momento temporale che determina la cessazione del regime di responsabilità illimitata dei soci e l’avvio di quello di responsabilità limitata della società, che risulta dalla trasformazione. Al riguardo, la disposizione di cui all’articolo 2500 quinquies c.c. è chiara: Il riferimento va diretto al tempo della formazione del titolo, che sorregge le diverse obbligazioni. Di modo che, nel caso in esame, il rilievo svolto dal ricorrente, secondo cui le “posizioni pregiudizievoli” siano sorte dopo la trasformazione della società da snc in srl risulta del tutto irrilevante.

Al riguardo, la sentenza precisa che la liberazione di soci illimitatamente responsabili, tra i quali il ricorrente, si atteggia, nell’ipotesi prevista dal primo comma della disposizione codicistica sopra citata, come un atto di rinuncia del creditore. Precisamente, come rinuncia alla garanzia ex lege, in cui si sostanzia la responsabilità dei soci di snc. La fattispecie tipizzata dal primo comma dell’articolo riproduce, quindi, lo schema e la ratio sottesa all’istituto della remissione del credito, sub specie di rinuncia alla garanzia personale che assiste il diritto.

Trattasi, in altri termini, di un atto abdicativo di natura negoziale, che esige che il diritto creditorio si estingua conformemente alla volontà remissiva e nei limiti da questa fissati.

Di modo che, in assenza di una tale manifestazione di volontà, il socio resta obbligato.

Analogamente, la presunzione di consenso di cui al secondo comma dell’art. 2500 quinquies postula un consenso liberatorio presunto, solo qualora venga rispettato rigorosamente il percorso normativo stabilito dalla norma, senza che possa annettersi rilevanza ad una conoscenza che il creditore abbia avuto “aliunde” e con mezzi non idonei a fini probatori, secondo la lettera della disposizione normativa.

La pronuncia della Suprema Corte, pertanto, ancora la liberazione dei soci, per obbligazioni sorte anteriormente alla trasformazione di snc in srl, al consenso dei creditori, espresso, implicito o presunto, da manifestarsi esclusivamente con le modalità previste dall’art. 2500 quinquies c.c.

Il fenomeno della trasformazione societaria, in ultima analisi, secondo i Giudici di diritto, non costituisce uno strumento giuridico per eludere le responsabilità dei soci e della società, ma va considerato quale espressione del principio di continuità dei rapporti attivi e passivi, posti in capo all’ente ab origine.

Approfondimenti all’articolo Fusione e trasformazione di società

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