Fuoco di fila per le criptovalute dalla SEC alla Cina

Il caos Evergrande sembra ormai relativamente arginato. Infatti, dopo il panico iniziale, in molti hanno guardato con mente fredda alla situazione. Mentre, da un lato, Pechino sembra aver deciso di non intervenire per un possibile salvataggio, almeno da quanto trapela, dall’altro la Banca centrale cinese sta immettendo liquidità nel sistema per evitare la destabilizzazione. Intanto l’Europa e gli USA stanno guardando se e in che modo le rispettive economie siano collegate al crac della seconda società immobiliare cinese.

La BCE rassicura l’Europa al riguardo, infatti il numero uno della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha parlato, per quanto riguarda l’Europa, di esposizione  che l’esposizione limitata. Intanto, però, proprio dalla Cina arrivano notizie di mancati pagamenti sugli interessi di un’obbligazione, proprio da parte di Evergrande, cosa che confermerebbe l’incertezza estremamente ampia sulle sorti della società. Pechino ha deciso di bloccare la liquidità presente in cassa. Questo per evitare che venisse deviata verso il pagamento dei creditori. La priorità, secondo il Ministero dell’edilizia, è garantire che i fondi vengano invece impiegati per portare a termine i progetti di edilizia approvati.

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Fuoco di fila per le criptovalute dalla SEC alla Cina

Ma la Cina, oggi, è sotto i riflettori anche per un altro motivo: le criptovalute. E non è l’unica. Nelle ultime ore è nato un vero e proprio fuoco di fila per le criptovalute dalla SEC alla Cina. Ma partiamo da Pechino e dalle strette regolamentari che le autorità cinesi si apprestano ad apportare sul settore delle monete virtuali. Di fatto queste ultime sono prive di uno status giuridico. Non solo. Da Pechino pensano di considerare illegale anche ogni operazione finanziaria condotta attraverso l’uso e lo scambio di monete virtuali.

Ma come detto, la Cina non è la sola che si è scagliata contro le criptovalute. La Securities and Exchange Commission (SEC) critica l’intero settore, includendo anche le stablecoin (che a differenza delle cripto sono comunque legate ad una valuta flat), perché privo di una vera e propria regolamentazione. Troppe, a parere del presidente della SEC, Gary Gensler, le monete che nascono letteralmente come funghi nel giro di poche ore e la cui vita può essere altrettanto breve. Il tutto senza la benché minima regolamentazione. Un Far West, metafora da lui stesso usata, che non può essere oggetto di interesse per chi opera in Borsa.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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