Fulmini e saette su questa banca. La vigilanza indaga e i clienti tremano

Ormai da anni gli analisti finanziari stanno seguendo la complicata situazione della banca Monte dei Paschi di Siena. La redazione aveva tempestivamente informato i lettori all’indomani dell’annuncio di cessione ad AMCO di 8,1 miliardi di crediti deteriorati di MPS. Gli esperti di ProiezionidiBorsa avevano individuato dei vantaggi per i correntisti sulla base delle indiscrezioni trapelate. Nel nostro approfondimento avevamo anticipato la necessità del via libera all’operazione da parte della vigilanza BCE. Oggi emergono dei nuovi particolari che mettono in discussione la stabilità dell’istituto senese. Il suo salvataggio, infatti, è sempre più in bilico e la BCE vuole vederci chiaro. Il progetto Hydra è in discussione e con esso il futuro dell’ intero istituto di credito. Ecco piovere fulmini e saette su questa banca. La vigilanza indaga e i clienti tremano, vediamo, quindi, quali conseguenze riguarderanno investitori e correntisti.

Il progetto Hydra e il fondo AMCO

Il progetto Hydra prevede la cessione di un portafoglio di crediti deteriorati di Monte dei Paschi ad AMCO. L’operazione ha ottenuto a maggio il via libera della Commissione Europea ed è ora in attesa dell’autorizzazione della BCE. La cessione avrà un impatto negativo sui coefficienti patrimoniali del gruppo. L’attuale contesto finanziario aggraverà ulteriormente questa situazione. Il Tier 1 della banca scenderà dal 14,7% al 13,4%. Ricordiamo che il Core Tier 1 è il principale indicatore di salute finanziaria di una banca.
Sembra, quindi, inevitabile  un  intervento sul capitale. Nella presentazione agli analisti la banca parla di un nuovo debito subordinato da 200-300 milioni. Alcune indiscrezioni rivelano che la BCE abbia chiesto a Monte dei Paschi un rafforzamento patrimoniale di 700 milioni di euro. Quello che è certo è che la banca necessiti di una ricapitalizzazione e che le garanzie per clienti e obbligazionisti stiano indebolendosi.

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Fulmini e saette su questa banca. La vigilanza indaga e i clienti tremano

Il report sulla qualità del credito del primo semestre 2020 include 300 milioni di rettifiche derivanti dalla crisi da pandemia. Il difficile contesto attuale ha indebolito ulteriormente i conti dell’istituto. Tutto questo ha scatenato veri e propri fulmini e saette su questa banca. La vigilanza indaga e i clienti tremano: è proprio la preoccupazione della clientela a determinare problemi più gravi per il prossimo futuro. L’ultima semestrale riporta le statistiche dei questionari MIFID dei clienti della banca. Oltre il 30% dei clienti dichiara una tolleranza al rischio bassa o medio bassa ed Il 45% non supera una propensione media. Per l’istituto senese si può prospettare una diaspora di clienti ed una conseguente diminuzione della liquidità. Un colpo di grazia che lo Stato deve assolutamente evitare per salvare quello che resta della più antica banca al mondo.

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