Forte mal di gola alito cattivo e malessere potrebbero indicare la necessità di intervenire chirurgicamente per eliminare la causa di questi disturbi

Può capitare di avere un malanno di stagione. Febbre, brividi, naso che cola sono i classici sintomi che ci fanno sentire fuori uso. Talvolta ci si mette anche il mal di gola. Individuare l’origine del mal di gola può essere complicato.

Esistono agenti infettivi virali e batterici. I sintomi differiscono di poco, dunque, ci si dovrebbe sottoporre a tampone faringeo per capire cosa ci ha colpito.

Qualora il dolore si avverta durante la deglutizione, si abbia alito cattivo, febbre e malessere generale sarebbe consigliabile sottoporsi a visita medica.

Forte mal di gola alito cattivo e malessere potrebbero indicare la necessità di intervenire chirurgicamente per eliminare la causa di questi disturbi

Soltanto il medico può diagnosticare un’eventuale tonsillite. Si tratta di una infiammazione delle tonsille che colpisce sia i bambini che gli adulti, questi ultimi specialmente se debilitati o con deficit immunitari.

Anche la tonsillite può avere origine sia virale che batterica. I casi virali potrebbero risolversi spontaneamente in pochi giorni. Nelle situazioni più gravi potrebbero insorgere difficoltà respiratorie e dunque saranno gli specialisti a valutare se ricorrere alla rimozione chirurgica delle tonsille.

I virus che più diffusamente colpiscono le tonsille pare siano Adenovirus e Rhinovirus. Se si dovesse trattare di origine batterica, in molti casi il batterio colpevole dei malesseri pare sia lo Streptococco. Questo batterio, se non correttamente curato, potrebbe portare conseguenze a carico del cuore e dei reni nonché fastidi reumatici.

La tonsillite batterica secondo le linee guida verrebbe curata con gli antibiotici. Il medico curante dovrebbe prescriverne uno mirato in base all’esito di un antibiogramma. È bene ricordare che può essere dannoso ricorrere all’autoprescrizione. Gli antibiotici, se assunti in maniera scorretta, potrebbero creare resistenza oltre che non sortire gli effetti desiderati.

Quando si potrebbe rendere necessaria la rimozione delle tonsille

Le tonsille sono costituite da tessuto linfatico utile a contrastare gli agenti infettivi che entrano da naso e bocca.

La tonsillectomia veniva spesso praticata sui bambini che lamentavano frequentemente mal di gola e otiti causate dall’infiammazione delle tonsille. La medicina del secolo scorso vedeva in questa rimozione il rimedio a deficit di crescita forte mal di gola alito cattivo e apnee. Il Sistema Nazionale delle Linee Guida ha ristretto le indicazioni alla tonsillectomia ai casi di sindrome dell’apnea ostruttiva del bambino e alle forme severe di tonsillite ricorrente. Si raccomanda inoltre la “dissezione a freddo”, perché comporta una riduzione dei rischi di emorragie post operatorie.

In Italia dal 2003 pare si sia verificata una significativa riduzione degli interventi chirurgici a seguito di questa inversione di tendenza da parte della medicina.

Si sono riscontrate infatti delle conseguenze che sembrerebbero riconducibili a tonsillectomie. Negli adulti senza tonsille sarebbe stato riscontrato un rischio aumentato di due o tre volte di infezioni delle alte vie respiratorie. Rischi di aumento di allergie e asma pare siano stati indicati in misura minore.

Anche negli adulti potrebbe presentarsi la necessità di sottoporsi a tonsillectomia. Si tratterebbe di rari casi dovuti a infezioni croniche, alitosi persistente, apnee ostruttive del sonno o forme tumorali. Trattandosi di un intervento chirurgico in anestesia totale è consigliabile valutare attentamente costi e benefici con il medico di fiducia.

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