Fisco: stop fino a settembre

Il Governo ha stabilito la proroga per altri tre mesi della sospensione degli atti di accertamento e cartelle esattoriali. La misura prevede anche la sospensione, temporanea, dei pignoramenti di stipendi e pensioni. Dal precedente decreto Cura Italia lo stop del fisco era stato fissato fino al 31 maggio. Tuttavia, si e’ reputato necessario prolungare fino a settembre la sospensione per lasciare la possibilita’ anche a chi ha debiti con il fisco, di ripartire. Lo scopo dei decreti, attualmente, e’ quello di consentire alle famiglie italiane di mantenere una discreta base economica per ammortizzare le perdite dovute al coronavirus. In questo senso si pone tutta la legislazione di emergenza riguardante gli aiuti.

Il punto della situazione

Lo Stato dovrebbe recuperare dai contribuenti circa 955 miliardi. Il Governo, tuttavia con i decreti Cura Italia ha chiesto un extradeficit fino a 55 miliardi che sono necessari per attutire i danni economici del coronavirus. Per la prossima settimana dovra’ essere pubblicato il nuovo decreto Cura Italia contenente anche il nuovo pacchetto fiscale. Esso dovrebbe ammontare a 650 milioni e dovrebbe contenere oltre alla sospensione di cartelle e pignoramenti anche altre misure. In particolare, l’aumento, fino ad 1 milione del limite alla compensazione dei crediti fiscali, nonche’ la sospensione di quella tra crediti fiscali e cartelle per tutto il 2020.

Riguardo alle risoluzioni di cui detto, il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ne ha anticipato la condivisione con gli altri esponenti politici. Comunque, le decisioni riguardanti il pacchetto fiscale sono ancora in fase di valutazione e quindi qualcosa potrebbe cambiare fino alla pubblicazione del decreto. Si prevede, tuttavia che, almeno per il momento, la pressione fiscale sara’ ridimensionata, in quanto le misure volgono, principalmente, ad assicurare ammortizzatori sociali. Infatti, il nuovo decreto Cura Italia, molto probabilmente, confermera’ i bonus gia’ erogati. Inoltre, in aggiunta,  si prevedono  nuovi aiuti mirati a quelle categorie rimaste scoperte con il primo provvedimento.

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