FinTech e pagamenti digitali. Attesi rialzi anche del 30% per un colosso del settore

Nel panorama FinTech e in particolare quello dei pagamenti digitali sono tante le realtà degne di analisi grazie alla loro appetibilità. Vuoi per l’evoluzione che sta portando a cambiamenti di usi ed abitudini, vuoi per un utilizzo sempre più massiccio dei pagamenti con carta, le aziende più acclamate del settore ormai si trovano in trend molto decisi.

E stiamo parlando sia delle startup come può essere ad esempio Square (NYSE:SQ), sia dei dei colossi  ultracentenari. Tra credit card,  debit card, revolving, etc., anche il commercio elettronico ha contribuito molto alla diffusione esponenziale di questo tipo di pagamenti. Oggi sarebbe impensabile fare shopping online senza una carta di credito. E questo nonostante il gigante PayPal (NASDAQ:PYPL) in tal senso sia stato davvero un pioniere.

FinTech e pagamenti digitali. L’eterna lotta dei titani

Sono due le società che da decenni operano nel settore e sono considerate veri e propri competitors. Da una parte Mastercard (NYSE:MA), nata da una costola di Wells Fargo, e dall’altra Visa (NYSE:V). Proprio su quest’ultima concentreremo la nostra analisi per capire se ci sono le potenzialità per rialzi interessanti.

Nata inizialmente con il nome di BankAmericard nel 1958, come la sua competitor è stata creata da una delle 4 più grandi banche d’affari degli USA, ovvero Bank of America (NYSE:BAC). Se volessimo mettere a confronto l’incidenza mondiale di Visa rispetto a Mastercard,  la prima avrebbe sicuramente la meglio, visto che gestisce circa il 50% dell’intero indotto mondiale.

Quali potenzialità per il titolo azionario Visa?

L’azienda vanta un market cap stellare di 451.8 miliardi di dollari, un P/E ratio a 38.37 e un EPS attuale di 5.48$.

Grafico Visa

Il trend di Visa è quello che potremmo definire straordinario. Un rialzo che sembra inarrestabile e che ha portato il titolo a guadagnare  già il 12,3% da inizio 2020, nonostante la leggera pausa coronavirus. Dei 21 analisti che coprono il titolo, tutti sono concordi su un buy con target price medio intorno ai 230$ e uno max intorno ai 251$ per fine anno.

Concludiamo con altri dati importanti. Il dividend yield è dello 0,57%, sotto la media standard, distribuito trimestralmente.  Risulta leggermente sopravvalutato del 9,9%, a causa di un prezzo corrente di 210.29$ più elevato rispetto al fair value stimato di 191.40.  Nota di ulteriore rilievo è l’outlook sulla crescita degli utili, stimato intorno al 12% all’anno.

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