Fino al 30% di aumento sulle tasse come sanzione per il proprietario di immobili che dimentica di pagare questa importante imposta

È noto come in Italia le tasse siano piuttosto alte. Tra i soggetti che subiscono di più la pressione fiscale, oltre alle imprese, ci sono i proprietari di immobili. Oggi la tassa principale sugli immobili è l’IMU. L’imposta municipale propria è dovuta dai proprietari per il possesso di fabbricati.

Rimangono fuori le abitazioni principali delle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, le aree fabbricabili e terreni agricoli. Deve pagare l’IMU il proprietario o il titolare di un diritto reale sull’immobile come usufrutto, l’uso, l’abitazione, l’enfiteusi o la superficie. Deve pagare l’IMU anche il concessionario per la concessione di beni demaniali, mentre nel leasing deve pagare il locatario.

Le tasse sugli immobili 

L’IMU nasce nel 2012 e ha sostituito l’ICI, cioè l’imposta comunale sugli immobili. Dal 2014 al 2019 l’IMU, TASI e TARI costituivano l’IUC cioè l’imposta comunale unica. Poi la legge di bilancio per il 2020 ha cancellato l’IUC e la TASI. Dunque, sopravvivono la TARI e l’IMU come imposte separate. Oltretutto l’IMU si applica a tutti i Comuni italiani, salve le Province autonome di Trento e Bolzano.

Fino al 30% di aumento sulle tasse come sanzione per il proprietario degli immobili che dimentica di pagare l’IMU. La legge prevede, però, dei meccanismi di regolarizzazione. A seconda del momento della regolarizzazione da parte del contribuente ci sarà uno sconto sulla sanzione, che diminuisce con lo scorrere del tempo. La legge prevede anche che sia possibile rateizzare, massimo 72 rate, questo tipo di tassa. Esclusivamente, però, a condizione che il contribuente versi in uno stato di temporanea e obiettiva difficoltà.

Fino al 30% di aumento sulle tasse come sanzione per il proprietario di immobili che dimentica di pagare questa importante imposta

A proposito proprio delle sanzioni per IMU non pagato o pagato in ritardo, è molto interessante una recente sentenza della Cassazione, numero 11432 del 2022. Questa sentenza parla di ICI perché il caso aveva ad oggetto appunto questa tassa che non esiste più. Le conclusioni del provvedimento possono tranquillamente estendersi anche all’IMU. I giudici delineano un regime di favore per il contribuente che non paghi o non paghi completamente l’IMU per più anni consecutivi. Intanto la violazione deve riguardare lo stesso immobile e vi devono essere accertamenti di violazioni identici per più anni consecutivi.

Secondo i giudici in questo caso non bisogna applicare il cumulo materiale delle sanzioni. Il Fisco non deve, cioè, sommare aritmeticamente le sanzioni accumulate negli anni dal contribuente. Invece si applica l’articolo 12 del D. L. 472 del 1997 che prevede il cumulo giuridico delle sanzioni. Questo significa che il Fisco dovrà prendere la sanzione originaria del contribuente e aumentarla dalla metà al triplo. Non potrà, invece, sommare le sanzioni accumulate negli anni. Questo tipo di calcolo sarebbe illegittimo e impugnabile davanti al giudice.

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