Fino a 3 anni di reclusione per chi dichiara dati falsi sulla domanda del contributo a fondo perduto

Con il Decreto Legge n. 41/2021 (c.d. Decreto Sostegni), il Governo ha predisposto una serie di misure a sostegno degli imprenditori.

In particolare, il Decreto prevede un contributo a fondo perduto per professionisti, imprese, agricoltori e autonomi finalizzato a riparare le perdite subite nel 2020. La misura andrà ad aiutare quei soggetti che abbiano registrato, tra il 2019 e il 2020, un calo medio mensile del fatturato quantomeno del 30%. Il sostegno riguarda solo i contribuenti con fatturato 2019 inferiore ai 10 milioni.

Il contribuente deve redigere e presentare la domanda entro il 28 maggio 2021. Seguendo le linee guida dell’Agenzia dell’Entrate.

Nella compilazione, ci si dovrà comportare in maniera scrupolosa, trasparente e diligente. Difatti, la legge prevede fino a 3 anni di reclusione per chi dichiara dati falsi sulla domanda del contributo a fondo perduto.

Sanzioni penali e amministrative per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato

Se il contribuente percepisce delle somme, totalmente o parzialmente, non spettanti, interviene l’art. 316-ter del codice penale.

La norma prevede una pena da 6 mesi fino a 3 anni di reclusione per chi percepisce indebitamente delle somme ai danni dello Stato. Qualora, invece, la somma indebitamente percepita sia pari o inferiore a 3.999,96 euro, il beneficiario andrà incontro solamente ad una sanzione amministrativa. Tale sanzione consiste nel pagamento di una somma compresa tra i 5.164 e i 25.822 euro. Comunque mai superiore al triplo del beneficio indebitamente ottenuto.

Come evitare le sanzioni penali e amministrative

Come evitare fino a 3 anni di reclusione per chi dichiara dati falsi sulla domanda del contributo a fondo perduto? L’Agenzia delle Entrate ha fornito precise indicazioni sulla restituzione del contributo non spettante. Proprio al fine di evitare sanzioni amministrative o penali.

Il contribuente che ha commesso errori nella compilazione della richiesta può trasmettere un’istanza sostitutiva prima del riconoscimento del sostegno. Invece, a erogazione già avvenuta, si può regolarizzare spontaneamente la propria posizione, restituendo la somma indebitamente percepita. Il contribuente può mettersi in regola effettuando la restituzione con un versamento effettuato mediante apposito modello F24.

Approfondimento

Dichiarazione dei redditi: attenzione si rischia la reclusione fino a 3 anni in questo caso.

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