Finalmente approvato anche in Italia il farmaco che potrebbe aiutarci contro 29 tipi di tumore

Lo scorso anno nel nostro Paese sono stati registrati 377.000 nuovi casi di tumore. Un numero davvero impressionante e che spinge la ricerca scientifica a impegnarsi ancora di più nei campi della cura e della prevenzione. Ma fortunatamente le notizie non sono tutte negative. Infatti è di questi giorni la novità che è stato finalmente approvato anche in Italia il farmaco che potrebbe aiutarci contro 29 tipi di tumore. Stiamo parlando del larotrectinib, un medicinale che interviene su una mutazione genetica comune a molti tipi di cancro. Ma vediamo di cosa si tratta e l’iter che ha spinto AIFA a consentirne l’uso.

Finalmente approvato anche in Italia il farmaco che potrebbe aiutarci contro 29 tipi di tumore

Il larotrectinib ha un funzionamento molto particolare. Al contrario di altri farmaci non interviene sull’organo colpito dalla malattia ma agisce direttamente su una specifica mutazione genetica delle cellule cancerose. Una mutazione denominata Ntrk e che è comune a 29 tipi di tumore tra cui quello al polmone, al colon e al tratto gastrointestinale.

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I risultati di tre studi hanno convinto l’AIFA ad approvare l’uso nel nostro Paese. Applicato su adulti e bambini con tumori in cui era presente la mutazione, il farmaco si è rivelato estremamente efficace. Nel 79% dei casi il larotrectinib ha ridotto del 30% le dimensioni del tumore.

Come funziona il larotrectinib

La comunità scientifica definisce il farmaco come “agnostico”. E questo perché è il primo in assoluto che agisce direttamente sulle cellule tumorali senza aver un organo come “bersaglio”. In particolare in quelle di tumori solidi a livello avanzato o con metastasi in cui la chirurgia è troppo rischiosa.

In più si è rivelato efficace anche contro alcuni tumori che colpiscono il sistema nervoso.

Adesso la nuova sfida per la comunità scientifica è quella di riconoscere la mutazione Ntrk in tempo per poter iniziare a usare il farmaco. La Ntrk è rara ma non rarissima. Si stima che in Italia si verifichi in circa 4.000 pazienti ogni anno. Un aspetto che rende l’integrazione tra la diagnosi precoce basata su test genici e la terapia ancora più importante.

L’ultimo dato emerso dagli studi sul larotrectinib è decisamente il più incoraggiante. Si stima che per i pazienti per cui il farmaco è stato efficace l’aspettativa di vita media sia superiore ai 3 anni. Non è una terapia risolutiva ma apre prospettive incoraggianti sia per lo studio sul cancro che per migliorare le condizioni di vita dei pazienti.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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