Fiducia dei consumatori KO. Draghi parla tanto

Per quanto valgono dati emozionali e su campioni sconosciuti i numeri odierni sulla fiducia dei consumatori sono pessimi, sia in Francia che in Italia:

Indice della fiducia dei consumatori francesi (Nov) 92 94 95
Livello di fiducia delle aziende italiane (Nov) 104,4 104,1 104,9
Indice della fiducia dei consumatori italiani (Nov) 114,8 115,9 116,5

La fiducia dei consumatori in Francia

Il livello francese poi rispecchia anche il malcontento già descritto scrivendo della protesta dei Gilet Gialli. Sé tornati ai livelli del 2015 con in più l’aggravante della totale sfiducia al Governo Macron che ormai vede la sua popolarità attestata intorno al 10%. Se consideriamo che gode dell’appoggio dei poteri forti europei e dei media un dato quasi incredibile quanto grave per la stabilità politica di Parigi e della Francia intera.

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A ben guardare quindi va molto meglio in Italia dove se non altro il dato ben più significativo della fiducia delle aziende  si attesta a 104.4 vs 104.1 anche se in discesa rispetto alla precedente rilevazione a 104.9.

Inoltre, parlando di fiducia dei consumatori, il contesto è quello che è : in una giornata come ieri, in cui borse e spread hanno tirato fiato, in cui il governo italiano ha dato segnali concreti di disponibilità a trattare con Bruxelles, non poteva mancare che Draghi e re-ingenerare dubbi e incertezze o cattivo umore.

Addirittura ieri Draghi ha parlato due volte. Ci mancherebbe, nessuno vorrebbe privarlo di adempiere ai suoi doveri istituzionali ma quando uno sa che da ogni sua parola dipendono spostamenti di miliardi dovrebbe averlo bene presente in ogni minimo passaggio alza o abbassa le soglie di fiducia dei consumatori e condiziona fortemente l’andamento dei prezzi.

Il QE europeo

Superato quasi indenne il primo intervento di Draghi delle 15 (coi consueti richiami a stringere anziché ad espandere) il mercato ha invece poi parzialmente sofferto perdendo fiducia  l’ennesima nuova conferma che con dicembre il QE europeo, il riacquisto di bond governativi da parte della BCE , avrà certamente termine.

Infine, c’era bisogno di ribadirlo proprio ieri? Ma più in generale che senso hanno ripetute uscite pubbliche di Draghi in cui poi i messaggi sono sempre quelli? Salvo magari accenni a possibili aperture che poi vengono regolarmente smentite al primo nuovo intervento successivo?

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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