Fenomeni epidemiologici e problematiche di sostenibilità finanziaria

In questo articolo affrontiamo un paio di temi che, tradizionalmente, potevano sembrare aver poco in comune.

Eppure vedremo come possano essere, invece, strettamente correlati.

Parliamo infatti di fenomeni epidemiologici e problematiche di sostenibilità finanziaria.

Fenomeni epidemiologici

Ormai da tempo la pandemia ha avuto anche l’effetto di farci familiarizzare con taluni termini, come epidemiologo.

A tale riguardo, va ricordato che per epidemiologia si intende quella branca della medicina che si occupa di statistiche su diffusione e distribuzione di una patologia. Ma anche di statistiche sui fenomeni avversi, conseguenti all’assunzione di medicinali.

Sotto questo profilo, va notato che da qualche giorno è sotto stretta osservazione il vaccino di Johnson & Johnson, che pare negli USA aver provocato alcuni effetti collaterali. Effetti analoghi a quelli del vaccino di AstraZeneca, che la Danimarca pare aver definitivamente abbandonato.

Cosa sta quindi succedendo, sul fronte vaccini?

Proprio per meglio comprendere la situazione attuale, ci viene in aiuto l’epidemiologia.

Dal momento che certe reazioni avverse, post vaccinazione, sono possibili, anche se rare, è del tutto normale che tali effetti si riscontrino, solitamente, solo dopo un certo periodo di tempo, da quando un vaccino ha iniziato ad essere somministrato.

Questo fenomeno spiega, quindi, perché ad esempio AstraZeneca, che era stato uno dei vaccini maggiormente somministrati, sia stato il primo ad essere messo sotto indagine per reazioni avverse.

In altri casi invece questo non si era ancora verificato, a fronte delle minori somministrazioni, ma ora la questione riparte per Johnson & Johnson.

E non è affatto escluso, anzi, è possibile che in futuro analogo problema insorga per altri vaccini.

Pare quindi irta sempre più di ostacoli, la campagna di vaccinazioni in atto.

Variabile indipendente?

È quindi possibile che la fine della pandemia in atto, a differenza di quanto sostenuto da taluni, si riveli poi essere una variabile indipendente dalla campagna.

Ma non solo per eventuali effetti avversi a seguito di vaccinazioni.

A prescindere da tale fenomeno, non possiamo dimenticare la questione dell’efficacia nei confronti di varianti vecchie e nuove.

Ma tale situazione comporta anche di domandarsi, quindi, che rapporto vi sia con la sostenibilità finanziaria e le sue statistiche.

Soluzioni di sostenibilità finanziaria

In attesa di una ripresa economica, incerta soprattutto nella tempistica, intanto in Italia si è andati avanti a colpi di scostamento di bilancio.

Ovviamente non senza problemi per la sostenibilità del debito.

Ecco, quindi, che questo tema si lega strettamente a quello dei vaccini. E proprio perché il possibile fallimento degli obiettivi della campagna in atto pone interrogativi su come risolvere la sostenibilità del debito, in assenza di una ripresa economica.

Una possibile risposta già era venuta tempo fa da alcuni economisti, che avevano pensato allo strumento delle obbligazioni irredimibili, peraltro non certo una novità assoluta.

Operativamente, si tratta di non corrispondere più, da parte del debitore, in questo caso lo Stato, il capitale che gli era stato prestato, in forma di sottoscrizione di titoli del debito.

Tale restituzione verrebbe sostituita con una rendita perpetua a favore del creditore.

Per fare un esempio, si potrebbe rinunciare alla restituzione di un capitale di 100, in cambio di una rendita perpetua di 2 all’anno.

È evidente che potrebbe infatti essere decisamente più agevole pagare solo un due per cento all’anno. Invece di affrontare la restituzione di un capitale tutto in una volta.

In certo qual senso è una strada verso cui lo Stato si va indirizzando, ad esempio tramite emissione di titoli a lunga scadenza.

La soluzione del debito pubblico potrebbe quindi prevedere di consentire, in primis ad enti istituzionali, come la BCE, di acquistare queste tipologie di titoli. E senza dimenticare che lo strumento della rendita perpetua già in passato aveva fatto parte del bagaglio dei possibili strumenti, cui poter ricorrere da parte di uno Stato.

Non è comunque da poco che è tornato alla ribalta il tema del ricorso a titoli irredimibili. Ciò ha ridotto la necessaria emissione di titoli redimibili sul mercato primario per assicurarne il rifinanziamento a maturazione. Inoltre conseguendo una ristrutturazione volontaria dei debiti statali in essere.

Caratteristiche ed imposizione fiscale

Se si adottasse tale soluzione, si creerebbe quindi anche un mercato per questa specifica tipologia di titoli, la cui rendita, comunque, dovrebbe essere esentata da qualsiasi forma di imposizione fiscale, come nella tradizione per questo tipo di strumento.

Per concludere sull’argomento riguardante i fenomeni epidemiologici e le problematiche di sostenibilità finanziaria, un altro importante effetto del ricorso alla irredimibilità riconduce alla possibilità di liberare ulteriori ingenti risorse, ad integrazione di quelle già rese disponibili dai finanziamenti europei.

Possibilità che, a sua volta, avrebbe anche un risvolto positivo proprio nella possibilità di una maggior crescita economica, conseguente agli effetti moltiplicatori dei maggiori investimenti, appunto finanziati con le risorse liberate dalla irredimibilità. Risorse che, infatti, parte potrebbero essere destinate all’ammortamento dei titoli di Stato e parte ad investimenti.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

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