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FED: una vigilia tranquilla, troppo tranquilla?

Il 25 26 settembre , martedì e mercoledì della settimana entrante si terrà finalmente il sospirato meeting della Federal Reserve.

Ho scritto sospirato perché questo meeting è destinato a chiarire le reali intenzioni della FED nell’immediato ma anche per il prossimo futuro.

Dopo ormai trimestri e trimestri di dati positivi a cominciare da una disoccupazione, negli USA, sempre più sotto controllo rimaneva inspiegabile quasi questo atteggiamento cauto e di attesa e rinvio.

La forza sempre maggiore acquista dal ciclo economico americano ci ha fornito una risposta che premia le qualità delle scelte sin qui adottate dalla Fed.

Ora però solo cause misteriose potrebbero frenare l’ascesa dei tassi USA verso quel 3% che è il target corretto per avere, un domani , in fase di rallentamento del ciclo e di criticità di varia natura, di nuovo a disposizione la preziosa “arma” degli interventi monetari.

Poco importerà a Powell ed agli altri membri del board che Trump si dichiari contrario. In una view di medio, che esuli dai sondaggi di gradimento ad personam, questo rialzo è dovuto.

Che effetti potrà avere sulle borse americane , effetti che a loro volta si riverseranno sui listini di tutto il mondo o quasi?

A guardare il bicchiere mezzo vuoto possiamo pensare che le borse abbiano già scontato questo rialzo ed anche quelli attesi e possano proseguire, seppur con qualche assestamento speculativo, la propria marcia rialzista.Anzi il rialzo confermerebbe agli operatori che la FED è tranquilla e non vede motivo per mantenere una politica di emergenza.

A privilegiare il bicchiere mezzo vuoto concorrono invece svariati fattori. Non per questo necessariamente da preferire sia chiaro , la situazione previsionale rimane quanto mai fluida e ognuno può trarre le proprie conclusioni. Vediamo questi fattori di potenziale negatività:

quando si è su un picco, sia di ciclo macro che di borse ( i mercati USA stanno ritoccando in serie i massimi storici), molti colgono l’occasione per consolidare i gain e attendere nuove opportunità;

uno switch su Tbond USA al 3% sulle scadenze più lunghe sarà tentazione forte per molti operatori

– in passato quando gli interventi sui tassi erano anche dell’1% alla volta si contava anche dopo il secondo rialzo si iniziava a scendere in borsa, ora nell’era di interventi minimalisti (0,25% per volta) è corretto conteggiare i cicli. Considerati neutrali gli anni fino al 2016, il primo ciclo rialzista è stato nel 2017 mentre il secondo sta per concludersi nel 2018 , ergo questa statistica (seppur corretta in funzione delle ridotte dimensioni degli interventi) invita a fare attenzione

– alcuni grandi titoli USA , per motivi vari e diversi, sono in affanno. Poi magari si riprenderanno ma nel frattempo titoli come Apple, Tesla, Facebook hanno problemi e non sono i soli

Può essere semplicista concludere scrivendo che potrà accadere tutto ed il contrario di tutto ma è proprio questo il messaggio più corretto che implicitamente contiene già le risposte sulle strategie da adottare.

FED: una vigilia tranquilla, troppo tranquilla? ultima modifica: 2018-09-22T13:11:03+00:00 da redazione
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