Fed: siamo sicuri che alzi i tassi? di Gianluca Braguzzi

E’ chiaro che i dati macro USA dell’ultima ora, in particolare i dati da poco usciti molto negativi, sia dei direttori degli acquisti di Chicago usciti a 48,7% contro le attese a 54% e le vendite di immobili a 0.2% contro attese a 1.5%, non dovrebbero condizionare più di tanto l’attesissima decisione della FED sui Tassi. Banca centrale americana  che in settimana dovrebbe chiudere definitivamente la fase espansiva alzando, sia pure di poco, i tassi di interesse. Ma la suggestione che questi dati, alla fine, possano essere tenuti in considerazione particolare e pesare e molto, è veramente forte e condizionante. Sono entrambi dati importanti, direi trainanti, e se dovessero essere confermati da altri “zoppicamenti” prima della decisione , magari già domani, giornata in cui usciranno dati a raffica sia in Europa che negli USA, potrebbero davvero frenare gli intenti della Yellen.
Non dimentichiamoci poi, che un rialzo dei tassi USA che non verrà certo preso a modello dalla BCE (con Draghi che ha annunciato anzi altre manovre di espansione monetaria), porta anche con sé il rischio di un esplosione al rialzo del dollaro un po’ su tutti i cross. Viceversa occhio, perché se dovessero, contro le attese, vincere ancora una volta le colombe il dollaro potrebbe scendere velocemente di parecchie figure.

Gianluca Braguzzi è un gestore di fondi comuni di investimento

I risultati delle previsioni presenti in questo articolo si basano su calcoli statistici spiegati negli ebook pubblicati da ProiezionidiBorsa ed elaborati sulla base dello storico dei prezzi a disposizione. (Ricordiamo, inoltre, di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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