FED: quali decisioni assumerà?

FED: cosa deciderà stasera?

Rialzo, ribasso dei tassi, o un neutrale nulla di fatto?

Non esiste una risposta univoca a tale domanda, intanto perché nel board della banca centrale si confrontano opinioni e scuole diverse, influenzate da economisti di diversa estrazione.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

FED Model?

Peraltro, in tal senso la FED non ha mai ufficializzato un proprio modello algoritmico per decidere su politiche monetarie espansive o restrittive.

L’unico vero modello, il cosiddetto FED model, che mette a confronto azioni ed obbligazioni, serve solo per avere un’idea del livello di sopra o sottovalutazione dei due comparti.

A questo non si affida la possibilità di  decidere politiche monetarie o livello dei tassi d’interesse.

Ed anche sull’efficacia di possibili leading indicators, non tutti sono concordi.

Per rispondere a tale quesito è quindi forse opportuno considerare due tra i leading indicators più attendibili, ossia indicatori che anticipano le dinamiche economiche statunitensi che, al di là delle opinioni, hanno dimostrato una particolare attendibilità nel proiettare i futuri scenari economici.

FED, Board e Indicatori

Fermo restando che anche su tali indicatori non tutti i membri del board hanno le stesse opinioni, dobbiamo tuttavia notare il peso determinante, in termini di previsione delle future dinamiche, intanto della curva dei rendimenti, che ha anticipato tutte le ultime fasi di recessione economica.

Ecco la situazione attuale di tale indicatore:

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In giallo è evidenziato un tratto, moderatamente declinante, compreso tra le scadenze tra 1 e 5 anni, che non dovrebbe sussistere, nel caso gli operatori di mercato proiettassero una continuazione della fase espansiva USA.

Si tratta quindi di una proiezione di fine ciclo espansivo, che dovrebbe lasciar spazio ad una dinamica stagnante, se non proprio recessiva.

In tal senso occorre poi rilevare che alcuni dati aziendali, come quelli della Apple, hanno confermato tale view, comunicando dati decisamente sotto le attese.

Non possiamo però dimenticare un altro indicatore importante, legato alle dinamiche del settore immobiliare, che ha già dimostrato di anticipare le future tendenze dell’intera economia.

FED e PHLX housing indicator

Di seguito il grafico del PHLX housing indicator, indice che rappresenta una media di alcune società del settore immobiliare, settore che, come dicevamo, ha in altra occasione fornito anticipazioni di crisi più generali.

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Come notiamo, ho rimarcato in giallo un andamento sostanzialmente laterale, che ha caratterizzato l’ultima fase delle quotazioni.

Abbiamo quindi 2 importanti indicatori a confermare una proiezione piatta dell’economia a stelle e strisce.

A tali elementi dobbiamo poi aggiungere il significativo livello cui era giunto il bilancio della FED con la propria politica di quantitative easing.

FED: quale decisione?

Sono tutti fattori che depongono per una probabile stabilità decisionale.

E’ quindi probabile che, dopo una serie di aumenti dei tassi, una proiezione stagnante dell’economia USA  induca quanto meno ad una pausa di riflessione.

Una dinamica di questo tipo, potrebbe far ritenere che si siano raggiunte quelle possibili situazioni di equilibrio.

Probabile, quindi, un nulla di fatto.

Una tale prospettiva potrebbe impattare a sua volta sulle future dinamiche di borsa, che potrebbe entrare in un prolungato periodo di sostanziale lateralità.

 

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