FED: effetti sui mercati azionari

Il giorno dopo il meeting FED possiamo dire che ai mercati l’esito della riunione non è piaciuto molto.

Anzi probabilmente per nulla.

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Eh sì che Powell ha provato in conferenza a mitigare gli effetti dell’ aumento e soprattutto del doppio ulteriore incremento dei saggi di interesse programmato per il 2019.
Il Capo della FED si è infatti soffermato con puntiglio ad evidenziare come molti operatori si attendessero un terzo aumento dei tassi nel 2019 mentre la FED, buona, molto buona, si è fermata ad annunciarne soltanto due.

Powell evidentemente ha tralasciato il piccolo dettaglio che vedeva un 30% degli analisti addirittura escludere anche l’aumento di ieri… e probabilmente attendersi poco o nulla a anche per il 2019.

Il richiamo all’andamento dell’economia

Powell ha però anche parlato di compatibilità delle manovre FED con l’andamento del ciclo economico americano e non solo e con la dovuta attenzione all’inflazione.

Pertanto con tutto il rispetto per le previsioni è lecito attendersi che le cose nel 2019 potrebbero anche non rispettare i piani della banca centrale USA.
Il dubbio nasce per una serie di motivi:

  • La debolezza che a livello globale sta attanagliando le dinamiche economiche  sia in Europa che in Asia
  • Gli effetti ancora tutti da scoprire della guerra dei dazi che pare tutto fuorché vicina a una soluzione pacifica
  •  La forte opposizione di Trump e della Casa Bianca alla politica restrittiva impostata dalla FED

Per ora i dati macroeconomici USA sostengono la politica restrittiva della FED

Come ci confermano anche i dati odierni che vediamo nella tabella sottostante l’economia USA viaggia tuttora a vele spiegate con la disoccupazione ai minimi storici.

  USD Richieste di disoccupazione continua 1.688K 1.665K 1.661K
  USD Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione 214K 219K 206K
  USD Media delle richieste sussidio di disoccupazione di 4 settimane 222,00K 224,75K

Questo stato di cose ha favorito la FED che bene ha fatto in tale contesto favorevole ad alzare i tassi.

Ma cosa succederà quando il fisiologico rallentamento che prima o poi arriverà si farà sentire nei numeri? Dati oggi anticipati da un Philly FED molto deludente…:

  USD Indice di produzione della Fed di Filadelfia (Dic) 9,4 15,6 12,9

Trump a quel punto avrà gioco facile nel vedere “spalleggiate “ le sue richieste espansionistiche in ambito monetario da dati macroeconomici deludenti ed eventuali trimestrali aziendali che li confermino…

Coi tre presupposti di cui sopra diventa difficile immaginare che la FED nel 2019 riesca ad incamerare entrambi i rialzi prima di essere costretta dalla Casa Bianca e da numeri economici deboli a cambiare traiettoria.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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